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Economia e lavoro | 11 agosto 2020, 18:44

Regione ed Edisu mettono a disposizione 200 mila euro per gli studenti, ma l'Università dice no

La cifra avrebbe dovuto coprire le spese per l'acquisto di materiale informatico a favore di 1400 soggetti svantaggiati. Secondo le motivazioni, il contributo non sarebbe stato sufficiente e i soldi avrebbe dovuto metterli la Regione e non l’Edisu, ricavandoli dal suo bilancio (alimentato con fondi regionali)

Regione ed Edisu mettono a disposizione 200 mila euro per gli studenti, ma l'Università dice no

Mettere a disposizione 200mila euro per finanziare circa 1400 studenti universitari piemontesi (borsisti selezionati in base all’Isee e al merito) con un contributo di 150 euro per l’acquisto di materiale informatico, come i tablet. Questa la proposta di Regione Piemonte ed Edisu, respita questa mattina in sede di Cda. Quando il presidente dell’Ente ha presentato la variazione di bilancio per reperire le risorse necessarie allo stanziamento, è arrivata la doccia gelata: sia la rappresentante degli Atenei sia gli studenti si sono detti contrari.

Secondo le motivazioni riportate, il contributo non sarebbe stato sufficiente e i soldi avrebbe dovuto metterli la Regione e non l’Edisu, ricavandoli dal suo sano bilancio, peraltro alimentato con fondi regionali.

«Faccio fatica a farmi una ragione di tale scelta - spiega l’assessore regionale al Diritto allo Studio universitario - che priva gli studenti di un importante contributo. La posizione di Atenei e studenti risulta davvero incomprensibile, in quanto nega agli universitari con più difficoltà economica di poter accedere a un sostegno significativo per potersi dotare di materiale informatico oggi come oggi fondamentale. Un “no”, quello delle Università e dei rappresentanti degli studenti che, oltretutto, non è sostenuto da reali motivazioni. Si tratta di un comportamento inaccettabile, che penalizza gli studenti. La mia solidarietà va ai quei ragazzi che si vedranno privare di un importante aiuto per ragioni del tutto incomprensibili».

«Quando ho iniziato a svolgere il mio incarico - aggiunge il presidente di Edisu - mi ero riproposto, esplicitando a tutti la mia visione, di lasciare da parte ogni personalismo e di pensare esclusivamente a collaborare, tutti insieme, per il bene degli studenti e per favorire il rafforzamento diritto allo studio. Decisioni insensate come quelle di oggi, che seguono altri atteggiamenti del medesimo tenore, dimostrano invece che qualcuno ha scambiato un Ente che deve garantire il diritto allo studio per un agone politico. Tutto questo è molto triste perché, in ultima analisi, a rimetterci saranno gli studenti meno abbienti».

Comunicato stampa

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