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Politica | 14 settembre 2020, 19:28

Scuola, consiglieri torinesi del M5S scrivono a Conte: “La mascherina monouso un danno per l'ambiente"

I consiglieri chiedono al Premier di distribuire mascherine riutilizzabili a tutela dell’ambiente e degli studenti stessi. La lettera firmata da Mensio, Azzarà, Ferrero, Giovara e Malanca

Scuola, consiglieri torinesi del M5S scrivono a Conte: “La mascherina monouso un danno per l'ambiente"

La mascherina monouso a scuola? Potenzialmente dannosa per l’ambiente, un problema socio-economico e non sempre idonea a garantire la protezione necessaria agli studenti. Ad affermarlo sono cinque consiglieri del M5s a Torino: Federico Mensio, Barbara Azzarà, Viviana Ferrero, Massimo Giovara e Roberto Malanca.

A sollevare i dubbi dei consiglieri, l’attuale organizzazione che prevede la distribuzione quotidiana di 7 milioni di mascherine chirurgiche e monouso circa. I consiglieri pentastellati, al termine del primo giorno di scuola, scrivono direttamente al premier Giuseppe Conte e ai ministri Costa, Azzolina, Speranza e Gualtieri: “A nostro avviso si pongono una serie di problemi in termini ambientali e socio-economici di rilievo”.

“Ciò significa che ogni giorno i circa 7 milioni di studenti, le dovranno gettare nei contenitori della raccolta indifferenziata, o meglio in contenitori appositamente predisposti dentro buste di plastica al pari di rifiuti indifferenziati, anche tenuto conto di quanto indicato nelle linee guide del’ISS in merito ai rifiuti in fase Covid. Il rischio concreto è poi che molte di queste possano alimentare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti, pur involontario, nell’ambiente con tutti i problemi associati del caso” spiegano i consiglieri.

Vi è poi il tema dello smaltimento: Mensio, Azzarà, Ferrero, Giovara e Malanca stimano una produzione di 21 tonnellate d rifiuti al giorno, per un totale di circa 4200 tonnellate. Il corrispettivo (ma non riciclabile nel caso delle mascherine) di 105 milioni di bottiglie della tanto discussa plastica. Da non sottovalutare poi la questione distribuzione: "Gli istituti, con ogni probabilità, non hanno spazi sufficienti per il loro stoccaggio per l'intero anno scolastico. Questo vedrò un consumo energetico non indifferente, essendo necessaria la consegna con cadenza settimanale".

I consiglieri palesano poi dubbi sui costi relativi all'approvvigionamento delle mascherine, peraltro a carico della collettività: "Ipotizzando un costo inferiore rispetto a quello imposto dal Governo, vi sarebbe una spesa giornaliera pari a 2,1 milioni euro al giorno, per una spesa annua di oltre 420 milioni di euro. Se il costo fosse di 50 centesimi a mascherina, si arriverebbe a 700 milioni all'anno.

Con il dubbio sanitario che alcune mascherine non siano delle apposite dimensioni o, essendo uguali tra loro, possano essere scambiate non intenzionalmente tra i bimbi, Mensio, Azzarà, Ferrero, Giovara e Malanca propongo al presidente Conte e al Governo una soluzione alternativa: "Vi chiediamo di ripensare a tale disposizione preferendo l’uso, e ove necessario l’eventuale distribuzione, di mascherine riutilizzabili e idonee all’uso di protezione dal Covid, soprattutto a tutela dell’ambiente da cui dipende anche la nostra stessa salute".

Andrea Parisotto

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