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Economia e lavoro | 23 settembre 2020, 09:38

Enasarco, da domani in Piemonte al voto quasi 20mila agenti di commercio e promotori finanziari

Elezioni online fino al 7 ottobre per rinnovare gli organi dirigenti dell’ente pensionistico della categoria. Si può votare anche nella sede torinese di Confesercenti

Enasarco, da domani in Piemonte al voto quasi 20mila  agenti di commercio e promotori finanziari

Sono quasi 20mila in Piemonte (10mila a Torino e provincia, 200mila in Italia) gli agenti di commercio e i promotori finanziari chiamati al voto per rinnovare l’assemblea dei delegati dell’Enasarco, la fondazione pensionistica di categoria; l’assemblea indicherà poi il consiglio di amministrazione della fondazione.

Si volta online da domani, giovedì 24 settembre, a mercoledì 7 ottobre: ciascun agente ha ricevuto (o sta ricevendo) il “certificato elettorale” che gli permetterà di votare attraverso il sito Enasarco.

In occasione del voto Confesercenti rimarrà aperta anche sabato 26 settembre e sabato 3 ottobre per offrire informazioni e assistenza al voto agli agenti e ai promotori. Dunque, dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 18,00 si può votare direttamente presso la sede torinese dell’associazione in corso Principe Eugenio 7d.

 

“Si tratta di un appuntamento importantissimo perché all’Enasarco bisogna voltare pagina”, dice Gisella Facta, presidente provinciale di Fiarc, la federazione di categoria della Confesercenti, e capolista nazionale di “Fare Presto!”, la lista che Fiarc ha costituito con Federagenti e Anasf.

“Purtroppo - continua - negli ultimi anni si è parlato di Enasarco solo a proposito di scandali, inefficienze e gestione ‘allegra’; mai un miglioramento per noi, mai una notizia rassicurante sul nostro futuro. La vicenda del Covid  è emblematica: che cosa ha fatto l’Enasarco (che ha anche compiti di assistenza) per la nostra categoria messa in ginocchio dall’emergenza sanitaria? La mancetta di mille euro data a qualche migliaio di agenti su oltre 200mila e ora qualche centinaio di euro di anticipo Firr, il nostro Tfr: sempre che arrivino. Come se non bastasse, il Covid è stato il pretesto per non farci votare, tanto che da aprile le elezioni sono slittate sino a ora. L’attuale gestione si è rivelata drammaticamente inadeguata: dunque, è necessaria una svolta”.

Comunicato stampa

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