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Attualità | 13 ottobre 2020, 19:05

Il grido di dolore di via del Carmine: chiudono i negozi, il commercio in ginocchio causa Covid [FOTO e VIDEO]

Dopo un’estate di speranza, nessuna ripresa commerciale nei dintorni di via del Carmine: i negozi chiudono o si trasferiscono, chi è rimasto prova a inventarsi qualcosa per sopravvivere

Il grido di dolore di via del Carmine: chiudono i negozi, il commercio in ginocchio causa Covid [FOTO e VIDEO]

La pandemia si è abbattuta come una tempesta sul commercio torinese. Mettendo per un attimo da parte il discorso sanitario, è un vero dramma economico e sociale quello che ha investito con prepotenza il commercio di vicinato. Se i centri commerciali sembrano riuscire a sopravvivere, basta fare un giro dalle parti di via del Carmine per rendersi conto come i piccoli negozi di quartiere siano in ginocchio.

A dare una fotografia piuttosto drammatica della situazione è Alberto De Reviziis, fondatore del comitato No Ztl prolungata e a pagamento e storico commerciante di via del Carmine: “Qui e nelle vie limitrofe si inizia a vedere che il negozio di animali si è spostato, che il socio di un negozio ha mollato, che un altro esercizio commerciale ha licenziato una commessa e ha deciso di aprire solo il pomeriggio, mentre un bar ha chiuso e un altro sta pensando di trasferirsi altrove”.

Anche la sua attività, un negozio di tappeti, è costretta a reinventarsi per superare la crisi economica generata dalla pandemia: “Ho organizzato una svendita nel tentativo di recuperare i mancati guadagni di settembre e ottobre, ma anche per poter affrontare un futuro lockdown”. Il negozio di tappeti, d’altra parte, è il perfetto termometro perfetto per capire in che direzione va il settore commerciale: “Percepiamo prima di altri quando la crisi inizia, il tappeto è un elemento che prima di altri si vende o si tende a non comprare più. A dispetto di quanto successo dopo il primo lockdown, quando si percepiva un’altra atmosfera, al ritorno dalle ferie si è registrata una grande depressione. Pare che i torinesi siano stati investiti da emozioni negative che si ripercuotono sul consumo”.

Ad aggravare ulteriormente una situazione già compromessa, l’arrivo del freddo e i Dpcm: con l’abbassarsi delle temperature, i dehors esterni che hanno “salvato” la stagione rischiano di perdere d’efficacia. Il lockdown fa paura ovunque, ma dalle parti di via del Carmine di più che altrove: “Con che soldi tireremo avanti, se non abbiamo messo nulla da parte? La nostra vita, il nostro futuro e quello che siamo stati sino a ieri è determinato dalle scelte di chi ci sta governando” spiega De Reviziis, che auspica che il Governo non chiuda e imponga troppe limitazioni, trovando una quadra tra le varie posizioni espresse dai virologi. 

Regole troppo rigide, infatti, rischierebbero di dare il colpo da ko definitivo a un commercio già in ginocchio. In via del Carmine la situazione è sempre più grave e tra una serranda abbassata o un passaggio di clienti pressoché inesistente, la sensazione diffusa è quella che un secondo lockdown non sarebbe gestibile per nessuno.

Andrea Parisotto

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