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Politica | 16 ottobre 2020, 12:15

Primarie del centrosinistra, Lo Russo scende in campo e dribbla i 5 Stelle: "No a decisioni prese a Roma. Ci sono priorità che devono coinvolgere i torinesi"

L'attuale capogruppo dem pone tre priorità, dalle risorse all'organizzazione della macchina comunale. "Saracco in campo? Un arricchimento, ma non ce lo vedo. Ha preso un impegno col Politecnico"

Primarie del centrosinistra, Lo Russo scende in campo e dribbla i 5 Stelle: "No a decisioni prese a Roma. Ci sono priorità che devono coinvolgere i torinesi"

"Idee e chiavi di lettura da condividere con tutti i cittadini che vogliono discutere della città". Così Stefano Lo Russo introduce temi decisamente caldi in questi giorni come la selezione del nuovo sindaco (soprattutto alla luce del "passo di lato" di Chiara Appendino) e le dinamiche del PD e dintorni. E pone la propria candidatura alle Primarie per il candidato del centrosinistra.

Lo fa sotto gli occhi di Valentino Castellani, pioniere di un certo tipo di proposta politica all'ombra della Mole. "Vogliamo tornare alle origini del centrosinistra e del Partito democratico, ovvero le primaria - dice Lo Russo -, uno strumento straordinario se ben impostato, perché permette di motivare le persone e stimolare la discussione verso la selezione della donna o dell'uomo che meglio interpreta e rappresenta certe posizioni. Dobbiamo trovare il miglior sindaco, non il miglior candidato sindaco. Ritenevo Appendino la miglior candidata sindaca dei Cinque stelle, ma lascio ad altri il giudizio sul suo operato da prima cittadina".

Torino 2031 come piattaforma
"La politica è fatta per risolvere i problemi, mentre mi appassiona poco la discussione sui nomi", aggiunge il capogruppo del PD in Sala Rossa. "E ho voluto produrre una piattaforma chiamata Torino 2031, scaricabile dal mio sito, che abbini la gestione ordinaria alla prospettiva di lungo periodo. Ma sono le cose che secondo me servono a Torino".

Le priorità sono sei, con tre nodi principali da sciogliere: "Che vanno affrontate con realismo, bene e dall'inizio. A partire dalle risorse economiche, dove occorre fare un ragionamento sulla progettualità. Con Recovery fund e Next generation ci sono due occasioni enormi, ma per coglierle servono progetti e persone in grado di dare attuazione. Alcune cose si possono fare con l'ordinaria amministrazione, altre no". Senza dimenticare "capitali privati e fondazioni bancarie, che hanno necessità di esprimersi se hanno progettualità".

Il secondo punto riguarda le competenze amministrative. "Ci sono aspetti che toccano la vita dei cittadini che non sono direttamente legate al Comune, ma il Comune non può continuare a svicolare dando la responsabilità a Regione, Stato e simili".

Il terzo nodo è la macchina amministrativa del Comune. "È ciò che serve per dare gambe alla progettualità dell'amministrazione. I dipendenti sono stati spesso trascurati, eppure siamo la maggiore azienda della città e una delle maggiori del Piemonte. Serve ricambio generazionale, anche a livello di dirigenza: problematica che si porrà con tutta la sua gravità nel 2023".

"Se condividiamo il metodo e la visione, le candidature diventeranno logiche conseguenze. E io mi rendo disponibile, se ci saranno le convergenze, per correre alle Primarie del Centrosinistra". Primarie che si terranno il 6 e 7 febbraio. "Avrei preferito prima, ma ci sono i tempi per il confronto che auspico sui temi".

La prospettiva dell'alleanza con i Cinque Stelle
"Zingaretti sa per primo che non si costruiscono i candidati sindaco in una stanza romana, ma va cercato il consenso più ampio sul territorio. Va proposto un progetto che piaccia ai torinesi".

"Non mi sfugge la difficoltà dei Cinque Stelle in questo momento e capisco che per Di Maio cercare un'intesa per il PD è l'unica strategia possibile. Ma storicamente ci sono state maggioranze a Roma diverse da quelle locali".

L'ipotesi del rettore del Politecnico Saracco
"Il mio rettore è un amico e una persona che apprezzo, ma ne conosco la serietà e non credo che con l'impegno che si è preso davanti all'ateneo ora non voglia mollare. Ma sarebbe un arricchimento, conoscere le idee se volesse scendere in pista".

Sull'ipotesi dimissioni "non ce lo vedo a scendere in campo trascinando il Politecnico nella bagarre politica da rettore in carica".

Tornando alle Primarie, "mi sembrerebbe singolare non farle per il Covid se nel frattempo continuiamo a lavorare e portando i bambini a scuola".

Massimiliano Sciullo

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