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Economia e lavoro | 28 ottobre 2020, 18:50

Ore 18, Torino già deserta e il negozio in centro chiude: "Siamo già in lockdown"

La rabbia di un commerciante di via del Carmine: "Tutto piano piano si spegne e il passaggio di persone si ferma. Noi chiudiamo"

Ore 18, Torino già deserta e il negozio in centro chiude: "Siamo già in lockdown"

Quando l'orologio segna le ore 18, nel centro di Torino come nel resto della città i bar, i ristoranti e le gelaterie chiudono le serrande. Il rumore della saracinesca che si abbassa è seguito da un silenzio quasi irreale, triste.

I commercianti rimasti aperti, molto spesso, rimangono nei loro negozi fino a orario di chiusura. I clienti però sono pochi, pochissimi e c'è chi, preso dallo sconforto, decide di chiudere il proprio esercizio commerciale poco dopo le 18, in anticipo rispetto al normale orario prestabilito. 

E' il caso di Alberto De Reviziis, commerciante di via Del Carmine e fondatore del comitato No Ztl Prolungata a Torino: "Dopo le 18, la situazione attorno al mio negozio è spettrale: tutto piano piano si spegne e il passaggio di persone, che è già rado a causa del periodo drammatico, si ferma quasi completamente, consegnandoci una via del tutto immobile. Il risultato? Chiudo anch'io". 

I torinesi che si recano in centro per un acquisto, magari dopo una giornata di lavoro, sono pochissimi. La sensazione è quella di un Lockdown mascherato, perché la città stretta dai Dpcm non si spegne alle 23, orario del coprifuoco, ma già alle 18 quando bar e ristoranti chiudono le serrande. 

Andrea Parisotto

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