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Cronaca | 15 gennaio 2021, 21:35

La polizia ferma la cena “IoApro” e multa i clienti, lacrime per la titolare: “Questa è la nostra fine” [VIDEO e FOTO]

Una ventina i clienti presenti e multati: “Paghiamo lo stesso il conto”. Lacrime e disperazione alla trattoria Cerere: “Chiedo a mia madre i soldi per vivere”

La polizia ferma la cena “IoApro” e multa i clienti, lacrime per la titolare: “Questa è la nostra fine” [VIDEO e FOTO]

E’ finita in lacrime la cena alla trattoria Cecere, ristorante torinese che ha aderito all’iniziativa di protesta IoApro1501 e, nonostante i divieti, ha aperto regolarmente le sue porte ai clienti.

La polizia in borghese è intervenuta mentre i commensali si erano appena seduti a tavola, interrompendo la cena. Multati tutti i clienti e la titolare della trattoria, che ha ricevuto un verbale di 300 euro se pagato entro 5 giorni. Gli agenti della Questura hanno anche disposto la chiusura del locale per cinque giorni.

Ho 40 anni e ho sempre lavorato, a 21 anni sono andata a vivere da sola, comprando una casa e facendo un mutuo: a 40 anni mi ritrovo a chiedere i soldi a mia madre per vivere. Non ne posso più” ha affermato in lacrime la titolare.

I clienti rimasti fuori ma che avevano prenotato la cena, si sono offerti di pagargliela comunque per offrirle un supporto e lanciare un messaggio. Lei, Francesca Lazzarin, spiega il motivo che l’ha spinta ad aderire all’iniziativa IoApro1501 e a sfidare i divieti: “Non ho più niente da perdere, in banca sono in rosso. Siamo aperti da 8 anni, questa è la nostra fine”.

In tanti, almeno sui social, hanno parlato di scelta irresponsabile. La titolare della trattoria, però, si difende così: “E’ una scelta irresponsabile? Si. La pandemia esiste, ma se ognuno lavora rispettando i protocolli perché non deve poter lavorare? Abbiamo fatto qualsiasi cosa: rispetto delle distanze, menù, tovaglie e posate usa e getta, grissini monouso, cosa dobbiamo fare di più?”. 

Parecchi i clienti che,sanzionati dalla polizia, hanno comunque voluto presenziare alla cena: “Vogliamo manifestare in maniera pacifica lecita il nostro dissenso. Perché rimanere chiusi in casa quando abbiamo capito che non è questa la modalità con cui si propagano i contagi?”.

Si chiude così una cena salatissima, costata cara sia alla titolare che ai clienti. La polizia, riscontrato l’illecito, non ha potuto far altro che sanzionare e chiudere la trattoria, pur comprendendo il dramma vissuto dai ristoratori. 

Andrea Parisotto

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