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Cronaca | 15 gennaio 2021, 10:22

Mazzè, Rondissone e Caluso in Consiglio comunale per dire "no" al Deposito delle scorie nucleari: "Peggior orrore di tutti i tempi"

I tre sindaci hanno evidenziato quali potrebbero essere le ricadute negative per i territori, già fortemente compromessi

Caluso, Rondissone e Mazzè uniti contro il deposito delle scorie nucleari

Un momento della seduta del Consiglio comunale congiunto

"E' inconcepibile ed inaccettabile che i territori non vengano coinvolti in decisioni di tale portata. Ed è inaccettabile che venga presa una decisione in piena pandemia mondiale da un governo, che scarica tutte le responsabilità sulle spalle delle amministrazioni locali". 

Il sindaco di Mazzè Marco Formia trattiene a stento la calma mentre parla del possibile arrivo del Deposito Nazionale dei rifiuti nucleari che potrebbe interessare soprattutto il suo territorio.

Dieci giorni fa, Sogin, la Società di Stato incaricata dal Governo che si occupa della dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi ha infatti pubblicato la Cnapi, la Carta nazionale delle aree considerate idonee ad accogliere i rifiuti nucleari di bassa e media intensità che il nostro paese ancora produce. Oltre a Mazzè, l'impianto, che occuperà 170 ettari, toccherà anche i Comuni di Caluso e di Rondissone.
Ieri sera, giovedì 14 gennaio, quindi, nella sala dell'oratorio Sant'Andrea di Caluso, i Consigli comunali guidati da FormiaMaria Rosa Cena (Caluso), e Antonio Magnone (Rondissone), hanno approvato una delibera di indirizzo per cercare di salvare il Canavese da quello che è stato definito il peggiore "orrore" di tutti i tempi.

Solo grazie ad un lavoro di squadra tra amministrazioni locali, Città Metropolitana e Regione si potrà infatti dimostrare che "il Canavese non è idoneo ad ospitare i rifiuti nucleari".

"Abbiamo appreso dagli organi di stampa che il nostro territorio era stato individuato tra i siti idonei per la costruzione dell'impianto di contenimento nazionale dei rifiuti radioattivi - ha spiegato il primo cittadino di Mazzè -. Dopo un momento di sconcerto e di grande preoccupazione è subentrato il sentimento della rabbia".

La pubblicazione della mappa non poteva arrivare in un momento peggiore. "Siamo sotto tensione da circa un anno a causa dell'emergenza Covid. Caricarci di queste ulteriori tensioni è stato un atto grave di grande irresponsabilità".

Ritiene che non siano stati rispettati tutti i criteri individuati per la scelta.
"Il nostro territorio è molto vicino al più grande sito di stoccaggio di Italia, che è quello di Saluggia, che contiene circa il 70 per cento dei rifiuti radioattivi. E' impensabile che questo sito sia stato individuato solo per la vicinanza ai siti di stoccaggio attuali". 

Per la sindaca di Caluso, Maria Rosa Cena il Deposito Nazionale potrebbe distruggere quanto di buono fatto negli ultimi 40 anni. Soprattutto dal punto di vista turistico e agroalimentare. Da non dimenticare, la produzione dell'Erbaluce di Caluso e della nocciola. "Nel canavese abbiamo il sito unesco di Ivrea, il parco del lago di Candia, il Parco del Po, Belmonte e Agliè - ha detto -. Abbiamo delle eccellenze che non possono essere vanificate...".

Antonio Magnone, invece, ha sottolineato le ripercussioni economiche che ne potrebbero derivare. "I cittadini sono tutti preoccupati e sembra che sul territorio ci sia già una conseguenza economica - inforca -. Mi hanno chiesto se gli affitti si abbasseranno e fino a quando non verrà scelto il sito, ovviamente tutti penseranno che arriverà qui. Faccio appello a tutte le associazioni per cercare di essere uniti e non alimentare questo".

Durante la seduta sono intervenuti anche i capigruppo delle minoranze dei tre Comuni, Stefano Anzola per Mazzè, Davide Motto per Caluso e Franco Giovannini e Barbara Squillace per Rondissone, che hanno manifestato la volontà di collaborare con le amministrazione nella realizzazione delle osservazioni che dovranno essere presentate fra meno di 60 giorni.

In attesa di presentazione delle osservazioni, anche Città Metropolitana e la Regione Piemonte hanno già organizzato le loro sedute: mercoledì 20 gennaio, alle 15, i sindaci incontreranno in videoconferenza con l'assessore Marnati, mentre per il 26 gennaio è stato convocato un Consiglio regionale aperto sul tema. 

L'ordine del giorno è stato anche inviato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Antonia Gorgoglione

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