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Cronaca | 29 gennaio 2021, 19:34

Carmagnola tra dolore e smarrimento: "Una tragedia enorme". Il giorno dei funerali sarà lutto cittadino

In strada si moltiplicano i commenti delle persone, incredule e sui social infuriano le polemiche

Sopralluogo dei carabinieri sul luogo del delitto

Il luogo del delitto in via Barbaroux, a Carmagnola

"Siamo di fronte a una tragedia e un dolore grandi". Sono parole schiette quelle che usa Ivana Gaveglio, sindaca di Carmagnola, a poche ore dalla tragedia che ha colpito la città. Nel corso della notte, in via Barbaroux, un uomo - Alexandro Riccio - ha ucciso la moglie Teodora Casasanta e il figlio di 5 anni, Ludovico, prima di tentare il suicidio.

"Si tratta di una sofferenza resa ancora più forte dal fatto che non si sono letti i segnali, non c'è stato modo di prevenire", dice la prima cittadina, mentre il Comune annuncia che il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino.

E se la sindaca è la prima testimone di un dolore diffuso e condiviso, in città i sentimenti si mescolano allo stupore e allo sbigottimento. Regna l'incredulità di chi vedeva sempre l'uomo consumare un caffè nel locale di fronte all'alloggio dove abitava e chi giura di non aver mai conosciuto né l'assassino, né le vittime. Ma un ampio dibattito, oltre che per le strade di Carmagnola, ha subito trovato spazio anche sui social.

"La gente fa queste cose quando è fuori di testa" commentano alcune delle persone che aspettano in coda davanti ad una panetteria del centro. "Prendeva sempre il caffè qui al bar - racconta un uomo, a pochi passi - Forse c'erano dei problemi, ma non ce lo aspettavamo un gesto simile".

"Tua moglie non ti vuole più? - si domandava un altro ragazzo - Lascia perdere. Il dolore prima o poi passa. Puoi conoscere altre persone. Puoi riprenderti la tua vita. Invece così te la rovini per sempre. Io questi gesti non li riesco a capire".

Toni duri sui social, dove qualcuno invoca addirittura la pena di morte. "Come si fa ad uccidere un bambino di cinque anni?", è la domanda che resta senza risposta.

Intanto, dal mondo della politica, si levano le voci di chi è in prima linea contro la violenza sulle donne. "La cadenza quasi giornaliera di femminicidi ed episodi di violenza contro le donne, che sempre più spesso coinvolgono anche i figli minori, rischia di farci abituare drammaticamente a queste notizie", dicono le senatrici del Pd Anna Rossomando, vicepresidente del Senato e Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta su femminicidio e violenza di genere.

"Si tratterebbe davvero del pericolo più grande che possiamo correre e della risposta peggiore da offrire a questo fenomeno, che con ogni evidenza facciamo fatica a debellare. Bisogna invece rafforzare l'impegno contro questi fenomeno".

Giovanni Cugliari

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