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Cultura e spettacoli | 27 febbraio 2021, 07:35

Binaria apre il proprio spazio espositivo, don Ciotti: "L'arte è la saldatura tra etica e bellezza"

Ha inaugurato ieri con la mostra del torinese Paolo Leonardo

Binaria apre il proprio spazio espositivo, don Ciotti: "L'arte è la saldatura tra etica e bellezza"

Binaria, il 'centro commensale' del Gruppo Abele, ha il suo spazio espositivo: è stato infatti inaugurato ieri 'Binaria Arte', situato sulla balconata che sovrasta la libreria. Il primo appuntamento è con le opere dell'artista torinese Paolo Leonardo.

Per don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo, si tratta di un cerchio che si chiude: "L'arte - ha commentato - ci circonda fin dal primo giorno, quando cinque anni fa decidemmo di rendere omaggio al lavoro di questa ex fabbrica conservando i carroponti e alcuni segni dell'architettura industriale. Questo spazio, dopo le collaborazioni con il Castello di Rivoli e Michelangelo Pistoletto, vuole essere luogo di accoglienza e cultura, perché l'arte è la saldatura tra etica e bellezza".

L'aspetto architettonico è stato affidato, come sempre, a Carla Barovetti, mentre a curare le esposizioni è Luisa Valentini: "L'arte - ha spiegato la prima - rappresenta il quarto filone di Binaria, una fabbrica delle e piuttosto che delle o perché unisce anziché separare, un centro commensale e non commerciale perché basato sulla condivisione". "Il fatto - ha aggiunto la seconda - di poter visitare liberamente una mostra mentre si cerca un libro permette di dare all'arte una connotazione di quotidianità, come un baluardo tra tante gallerie commerciali. Nel nostro programma vorremmo inserire artisti non sufficientemente valorizzati qui a Torino".

Come anticipato, il primo a esporre le proprie opere è Paolo Leonardo: "Ho iniziato - ha spiegato - il mio percorso artistico con una riflessione sui corpi di donne, uomini e bambini nella società strappando i manifesti pubblicitari in giro per la città per poi rielaborarli drammatizzandoli. I lavori presentati qui sono due: una serie di fotografie recuperate da archivi privati e familiari, salvate dall'oblio, stampate e poi manipolate  con diverse tecniche ma sempre utilizzando il bianco e il nero, e un video realizzato in collaborazione con il regista Daniele Gaglianone, un viaggio onirico in una Torino trasformata in città archetipo e interamente filmata con un filtro rosso".

Marco Berton

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