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Eventi | 28 febbraio 2021, 15:57

Marzo, il mese delle donne al Circolo dei lettori: così le scrittrici osservano il mondo

Tanti appuntamenti online in programma. Tra le ospiti: Michela Murgia, Eugenia Cheng, Naomi Oreskes e Michela Marzano

Eugenia Cheng

Eugenia Cheng_ph Round Turner

La complessità del mondo femminile in un intreccio di incontri attorno al tema del "desiderare", tra ricerca, passione e volontà. Sarà questo il cuore del mese di marzo al Circolo dei lettori: un intenso programma di appuntamenti dedicati alle donne e all'essere donna, che ha come sottotitolo "linguaggi, corpi e icone" e offre al pubblico online lezioni, dialoghi e presentazioni editoriali su temi cruciali, quali lavoro, politica, scienza, maternità, malattia, società, cultura e ambiente. Un programma multiforme, il cui fil rouge è lo slancio, spontanea propensione dell’animo femminile. 

Tante le scrittrici ospiti: la storica della scienza Naomi Oreskes che dialoga con Silvia Bencivelli sul carattere sociale della conoscenza scientifica; la scrittrice e docente di letteratura a Yale Susan Choi con Michela Marzano per la presentazione di Esercizi di fiducia (SUR), una storia di ricordi sfalsati per difendersi dal passato; la matematica e pianista Eugenia Cheng che invita a utilizzare le formule per risolvere i pregiudizi di genere; le scrittrici Michela Murgia con Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più (Einaudi) e Giulia Caminito con L’acqua del lago non è mai dolce (Bompiani); la fondatrice di Women Who, piattaforma che connette e supporta in tutto il mondo le donne che lavorano, Otegha Uwagba con Francesco Costa; l’autrice danese Siri R.H. Jacobsen che in Lettera tra due mari (Iperborea) rifonda il mito della grande madre per arricchire di poesia e femminile il discorso sull’ambiente.

I PRIMI INCONTRI 

Trasmessi online su Facebook, YouTube, circololettori.it

lunedì 1 marzo ore 18 | Sul carattere sociale della conoscenza scientifica

Perché fidarsi della scienza? (Bollati Boringhieri)

Naomi Oreskes con Silvia Bencivelli 

Docente alla Harvard University, Naomi Oreskes costruisce una solida e avvincente difesa della scienza, mostrando in che modo il carattere sociale della conoscenza scientifica sia la sua forza più grande e la ragione migliore per darle fiducia. Per farlo parte proprio dai casi in cui gli scienziati si sono sbagliati, da errori lampanti - come la tesi sull’energia limitata delle donne (che non possono dedicarsi agli studi e all'istruzione superiore senza indebolire le proprie funzioni riproduttive) o l’eugenetica, tanto cara ai nazisti. Quando queste teorie, seppur errate, erano diffuse, esisteva comunque una comunità scientifica che non offriva il proprio consenso e metteva in evidenza aspetti ideologici e interessi nascosti. Ed è questo processo sociale a cui dobbiamo affidarci: non ai singoli scienziati - per quanto saggi o autorevoli -, ma allo scrutinio rigoroso e plurale che soggiace a ogni consenso scientifico condiviso.

mercoledì 3 marzo ore 21 | Morire di linguaggio (in diretta su Instagram)

Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più (Einaudi)

Michela Murgia

Tra le ingiustizie che le donne vivono e le parole che sentono esiste un legame mortificante: per ogni disparità di diritti che le donne subiscono esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che si può sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, nella vita quotidiana, come quando non si dice avvocata o architetta, altrimenti «dovremmo dire farmacisto». Quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete già perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di scopare di piú, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta.

giovedì 4 marzo ore 18 | Riscrivere il passato per difendersi dai ricordi

Esercizi di fiducia (SUR)

Susan Choi con Michela Marzano

nell’ambito di Io amo leggere-Voci di donna con il contributo di Fondazione Cariplo

Esercizi di fiducia, National Book Award 2019, è una storia sui ricordi sfalsati, su quel meccanismo di difesa che ci porta a raccontarci un passato diverso da quello che effettivamente è stato, per difenderci dal dolore del vissuto, per nascondere ferite che comunque non andranno mai via. È la storia dell’amore fra due quindicenni, dei rapporti di potere tra studenti di una scuola di teatro e professori carismatici che usano in maniera subdola il loro potere, delle dinamiche malsane tra giovani donne e sedicenti intellettuali maschi. Diviso in tre parti, quanti i punti di vista dei protagonisti, racconta quell’imparzialità, a volte necessaria a volte ipocrita, dei ricordi, che nutre senza sosta l’attrito fra verità e finzione - nella letteratura, nella vita, nella memoria.

lunedì 8 marzo ore 18.30 | Usare la matematica contro patriarcato, man-splaining e sessismo

X e Y. Una formula per risolvere i pregiudizi di genere (Ponte alle Grazie)

Eugenia Cheng

La matematica, da sempre, serve per immaginare cose che non vediamo nella realtà che ci circonda: i numeri irrazionali, la quarta dimensione, le radici quadrate. Perché, dunque, non metterla alla prova con la più inimmaginabile delle cose: la scomparsa del pregiudizio di genere. Attraverso la logica possiamo trovare un modo nuovo per parlare di patriarcato, man-splaining e sessismo. Ragionando con calma e precisione su questi argomenti che rendono il mondo un posto molto difficile per le donne, usando le statistiche e la deduzione, l’insiemistica e il sillogismo, Eugenia Cheng riesce a portare chiarezza dove invece c’è solo confusione, illuminare con originalità argomenti logori e porta un modo nuovo e liberatorio di pensare al mondo e al posto che le donne dovrebbero e vorrebbero occupare.

martedì 9 marzo ore 18 | Whiteness: quando la solidarietà non basta

Bianchi (Solferino) 

Otegha Uwagba con Francesco Costa 

nell’ambito di Io amo leggere-Voci di donna con il contributo di Fondazione Cariplo

Dopo l’uccisione di George Floyd, tutto il mondo è insorto, inondando le città di proteste e i social di sdegno. Ma tutto questo non basta, dice Otegha Uwagba. La vera svolta avverrà solo con quella che nel libro definisce allyship: per eliminare davvero il razzismo, cioè, i bianchi dovrebbero rinunciare per primi ai loro privilegi. La fondatrice della piattaforma Women Who, creata per mettere in connessione e supportare le donne lavoratrici di tutto il mondo, si rivolge non ai fanatici intolleranti, ma ai bianchi progressisti, illuminati, proprio quelli che hanno gridato allo scandalo. Per essere davvero alleati dei neri, devono rinunciare alla whiteness, rifiutare, tradire, negare dall’interno, un sistema che produce vantaggi a beneficio esclusivo dei bianchi. Sono disposti a pagare questo prezzo?

giovedì 11 marzo ore 18 | Piccole grandi donne crescono

L’acqua del lago non è mai dolce (Bompiani)

Giulia Caminito con Gaia Manzini

Gaia è una ragazzina spaurita che vive in venti metri quadri con la mamma Antonia, il padre sulla sedia a rotelle per colpa di un incidente sul lavoro, il fratello maggiore e due gemelli più piccoli. Da corso Trieste a Roma, si trasferiscono, grazie alla tostissima madre, ad Anguillara, sul lago di Bracciano. Mentre Antonia mantiene la famiglia facendo le pulizie, Gaia prima alle medie, poi al liceo classico, reagisce ai torti subiti con violenza imprevedibile. Sono gli anni duemila, Gaia scopre l’amicizia e il senso di appartenenza, il tradimento e la delusione. Una storia di crescita, di cadute e riscatti impossibili in una Roma molto dura e realistica.

lunedì 15 marzo ore 18 | L’acqua: memoria e futuro, del Mondo e di tutti

Lettera tra due mari (Iperborea) 

Siri Ranva Hjielm Jacobsen con Natascha Lusenti

L’acqua non è solo un insieme fluido, compatto, di gocce che scivolano e vanno, sfiorando terre, formando mari, oceani, universi sommersi. È memoria del Mondo e delle persone. È il passato e il futuro. È pur anche un elemento così fragile che, troppe volte dato per scontato, va protetto in ogni sua forma. Le dà voce Siri Ranva Hjielm Jacobsen, l’autrice di Isola, in un racconto epistolare tra due sorelle, Acqua Atlantica e Acqua Mediterranea, che, definito dai critici un manifesto idro-femminista del nostro tempo, pone l’attenzione sulla sua difesa, ma anche sulla vita di tutti gli esseri della Terra e sul cambiamento climatico.

Manuela Marascio

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