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Economia e lavoro | 20 marzo 2021, 16:32

La crisi dell'Ipb di Brandizzo approda in Consiglio comunale: "E' necessario garantire almeno gli ammortizzatori sociali ai lavoratori"

All'incontro, in seduta aperta, hanno partecipato anche i consiglieri regionali, i sindacati e le autorità nazionali

La crisi dell'Ipb di Brandizzo approda in Consiglio comunale: "E' necessario garantire almeno gli ammortizzatori sociali ai lavoratori"

La seduta del consiglio comunale di Brandizzo

Sanno che sarà difficile ottenere qualcosa in più. Almeno chiedono che venga garantita la cassa integrazione per almeno un anno. 

Si sta discutendo di questo nel Consiglio comunale aperto organizzato nel pomeriggio di oggi, sabato 20 marzo, a Brandizzo per discutere della situazione dell'Ipb. Dopo più di cinquant'anni di attività, 69 dipendenti della storica azienda che si occupa della costruzione di stampi per il settore dell'automotive rischiano infatti di perdere il lavoro.

Alla base della decisione, la "perdurante mancanza di ordini e delle conseguenti perdite economiche", dicono i sindacati di Fiom e Uilm. E proprio i rappresentanti sindacali hanno dato il via alla discussione in Consiglio comunale.

I sindacati chiedono gli ammortizzatori sociali

"La Ipb è un'azienda storica che ha lavorato per imprese italiane e straniere. Inizialmente aveva fette di mercato importanti, ma da qualche anno hanno iniziato a esserci problemi causati dallo stravolgimento dell'automotive", dichiara Luca Pettigiani  di Fiom Torino.

Già da qualche anno, Ipb faceva uso degli ammortizzatori sociali, ma la comunicazione di cessata attività è arrivata lo scorso 22 febbraio. "L' azienda ha messo in campo anche una procedura di stato di crisi. Se non si troverà un accordo i primi di maggio ci sarà un licenziamento collettivo...". 

La trattativa, al momento, è ancora ferma. Nel frattempo i lavoratori continuano il loro presidio davanti ai cancelli ogni martedì e giovedì. "E' un'azienda con competenze importanti e perdere queste capacità sarebbe ennesima ferita difficile da recuperare. Come sindacato chiediamo di aiutare i lavoratori per portare a casa ammortizzatori sociali".

A concordare con lui è Leonardo Marconcini, di Uilm Torino. "E' un duro colpo per il territorio di Brandizzo - dice -. Queste persone sono artigiani della carrozzeria, hanno delle competenze elevatissime, basti pensare che hanno fatto stampi per la Grande Punto e per aziende come Audi, Volkswagen. E case produttrici europee se si erano rivolti a loro vuol dire che il valore di questo personale è altamente qualificato".

Salvaguardare l'eccellenza artigianale del territorio

Per il consigliere regionale Gianluca Gavazza la crisi dell'azienda brandizzese è solo la punta dell'iceberg. "Dopo la vicenda della Martor di un anno fa, ci troviamo davanti ad un' altra situazione di crisi - interviene -. E' dalla chiusura della Lancia di Chivasso che il territorio soffre".
Insieme all'assessore Maurizio Marrone, a Daniela Ruffino e alla deputata Jessica Costanzo, ha ribadito la necessità di trovare una ricollocazione per i 69 dipendenti. "Il primo compito della Regione - aggiunge Gavazza - è cercare di aprire un tavolo tecnico di ricollocazione in quell'ambiente e spero che vada tutto per il meglio". 

"Il consiglio comunale in adunanza aperta di oggi è stato convocato per ascoltare tutte le parti interessate a partire dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali e per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento - spiegano i consiglieri comunali del gruppo consiliare Alternativa Civica Giuseppe Deluca e Antonella Multari - ringraziamo per la partecipazione tutte le autorità intervenute ai vari livelli istituzionali, dalla Regione al Parlamento. Solo facendo rete tra enti è possibile portare a casa dei risultati e la partecipazione di assessori e consiglieri regionali e parlamentari ne è la testimonianza e fa ben sperare, così come anche l’interessamento alla questione IPB del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio".

"Come gruppo consiliare Alternativa Civica - proseguono i consiglieri comunali di Brandizzo - esprimiamo solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori della IPB, siamo al loro fianco e appoggeremo le iniziative che l’amministrazione vorrà mettere in campo a tutti i livelli per tutelare le produzioni sul nostro territorio e salvaguardare i destini occupazionali di tutti i lavoratori”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Doria, consigliere comunale a Chivasso.

"Il problema di uno è il problema di tutti, le chiusure di realtà come questa generano ulteriori problemi occupazionali ed impoverimento economico per tutto il territorio del chivassese: una fabbrica che chiude vuol dire intere famiglie che perdono il loro reddito e la loro capacità di spesa, cosa che a ricaduta impoverisce anche le attività di tutta la zona. Auspico che si possa trovare una soluzione adeguata, anche eventualmente attraverso nuovi investitori, ed esprimo tutta la mia vicinanza ai lavoratori che stanno rischiando la perdita del loro posto".

Antonia Gorgoglione

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