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Politica | 06 aprile 2021, 18:54

Sanità, l'accusa di Canalis (Pd): "Oss territoriali di Torino ancora senza vaccino"

"Operatori esposti al contagio e anche all’impossibilità di ottemperare all'obbligo vaccinale"

Sanità, l'accusa di Canalis (Pd): "Oss territoriali di Torino ancora senza vaccino"

"Ancora senza vaccino i 200 OSS che seguono a domicilio 6.000 persone non autosufficienti. Decisione grave e limitata alla Città di Torino. Nessuno di loro ha ancora ricevuto l’sms di convocazione, rendendo impossibile il rispetto dell’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari". L'accusa è della consigliera regionale Monica Canalis.

"A distanza di due settimane dalle surreali dichiarazioni di Antonio Rinaudo, che escludevano i 200 OSS territoriali della Città di Torino dalle vaccinazioni prioritarie, nessuno di questi OSS è stato convocato per la vaccinazione, rendendo così impossibile il rispetto dell’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, con il rischio di far subire ingiuste conseguenze a questi lavoratori. Una decisione discutibile sotto il profilo tecnico ed incomprensibile sotto quello politico, visto che in tutto il resto del Piemonte gli OSS che operano a domicilio sono già vaccinati".

"L’ennesimo colpo inferto dalla Giunta Cirio al modello torinese degli assegni di cura, finanziati sin dal 2003 dalla Regione Piemonte e che al 31.12.2019 davano sollievo a 6.525 torinesi non autosufficienti. Non si capisce perché gli OSS contrattualizzati dai soggetti fornitori accreditati di prestazioni domiciliari sociali e sanitarie continuino a non essere considerati parte effettiva della categoria degli operatori sanitari esterni al servizio sanitario regionale, che dovevano essere vaccinati entro gennaio. Sono figure del tutto equiparabili agli OSS delle RSA o ai care giver conviventi con persone fragili e pluri patologiche, eppure sono ancora esclusi, a distanza di ben tre mesi".

"Chi assicura gli assegni di cura ed è in prima linea nell’assistenza alle persone non autosufficienti a domicilio è estremamente esposto al contagio e a sua volta rischia di contagiare i più fragili.  Non si tardi ancora, soprattutto ora che vige l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari".

comunicato stampa

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