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Cultura e spettacoli | 07 aprile 2021, 15:58

Il Museo Egizio entra virtualmente nelle scuole primarie: online i tour con l'egittologo

Lanciata la nuova proposta digitale a misura di studente, che offre un approccio integrato alla visita della collezione

museo egizio

L'esperienza digitale del Museo Egizio per le scuole

La didattica a distanza prende piede anche tra i reperti secolari del Museo Egizio di Torino. E' disponibile da pochi giorno sul web il progetto sviluppato in collaborazione con esperti nell’ambito dell’insegnamento online: non una semplice videolezione, ma una vera e propria esperienza digitale a misura di studente, da vivere in classe con la guida di un egittologo.

Oltre a esplorare alcuni elementi di base sulla cultura faraonica, viene offerta agli utenti l’opportunità di scoprire nel dettaglio la collezione e interagire con gli esperti del Museo. Contributi video, animazioni e grafiche realizzate ad hoc rendono più coinvolgente ed efficaci i contenuti, mentre sono previsti anche dei momenti di "motricità" a tema egizio, al fine di rendere meno statica la fruizione del corso.

Inoltre, ciascun percorso didattico è accompagnato da un vademecum, ispirato ai contenuti specifici dell’incontro, che organizza e approfondisce i temi trattati mediante materiali destinati agli studenti da utilizzare prima, durante e dopo il collegamento con l’egittologo.

Due i moduli attualmente disponibili, entrambi rivolti alle scuole primarie. Il percorso “Storie di acqua, di terra e di sabbia. Vita quotidiana in Egitto” conduce alla scoperta del territorio, del clima e delle abitudini degli antichi abitanti della Valle del Nilo; “Storie dell’altro mondo. Religione e culti funerari” offre un focus speciale sui culti e sui riti funerari della cultura faraonica.

Gli insegnanti interessati possono trovare la descrizione del format didattico, le modalità di fruizione e il dettaglio dei contenuti nell'apposita sezione dedicata alle scuole del sito web del Museo Egizio (https://egizio.museitorino.it/categoria/scuole/), sviluppata in collaborazione con il concessionario dei servizi museali.

“Quello che proponiamo - dichiara il direttore Christian Greco - è un approccio integrato non alternativo alla visita. Si è lavorato molto per raccontare gli oggetti, narrarne la biografia, mettere in relazione artefatti situati in luoghi fisici diversi, facendo ricorso a modalità narrative innovative. La collezione ritrova anche in questo modo la sua dimensione pubblica, indagando e sperimentando un modello di didattica nuovo che mette in dialogo materiale e immateriale, e restituendo al museo il suo ruolo educativo e formativo”.

“L’iniziativa in questa prima fase ha già raccolto un grande interesse e apprezzamento, come dimostrano le oltre 230 classi da tutta Italia che hanno effettuato una prenotazione - aggiunge Evelina Christillin, presidente della Fondazione -: un dato incoraggiante che ci spinge a continuare a lavorare in questa direzione, sviluppando nuovi percorsi e contenuti, che in futuro vogliamo poter proporre anche alle scuole secondarie superiori”.

Manuela Marascio

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