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Politica | 14 aprile 2021, 13:46

La legge sul gioco d'azzardo torna in aula, le opposizioni fanno "ostruzionismo" con oltre ventimila emendamenti

Ancora tutto fermo in Consiglio regionale. La discussione sulla pdl non è nemmeno partita, ma si è fermata a contestazioni formali sull'assenza del presidente Cirio e sulla richiesta di rinvio in Commissione, poi bocciata

La legge sul gioco d'azzardo torna in aula, le opposizioni fanno "ostruzionismo" con oltre ventimila emendamenti

 

Sono oltre ventimila gli emendamenti depositati in Regione dalle opposizioni contro la proposta di legge sul gioco d'azzardo legale che - se approvata - andrà a modificare quella attualmente in vigore, voluta nel 2016 dall'allora maggioranza del centrosinistra.

La proposta di modifica attuale è presentata dal consigliere Claudio Leone (Lega) ed è stata richiamata direttamente in Aula per la discussione senza prima passare dal lavoro in Commissione. L'obiettivo della pdl è modificare l’attuale normativa sul gioco d’azzardo che ha delimitato e circoscritto la possibilità del gioco legale sul territorio, in particolare riducendo il numero di slot-machines

Più di 15mila emendamenti sono stati depositati dal capogruppo di Luv, Marco Grimaldi. Gli altri da tutti i partiti di opposizione e alcuni anche dalla stessa maggioranza. Per riuscire ad approvare la legge senza bloccare per settimane intere i lavori del Consiglio regionale, la maggioranza sarà costretta a chiedere di contingentare i tempi, sacrificando però la discussione in aula e facendo una forzatura che fa storcere il naso non solo alle opposizioni, ma anche a tutte quelle associazioni, enti e realtà che da anni si battono per contrastare il gioco d'azzardo patologico e che da stamattina sono scese in piazza per chiedere di bloccare il provvedimento.

In Aula il clima è stato subito infuocato, tanto che la discussione sul provvedimento non è nemmeno iniziata. Dalle 9 di stamattina sono invece andati in scena battibecchi e rallentamenti dovuti all'ostruzionismo delle opposizioni. Al centro delle polemiche l'assenza in aula (o meglio, via web, visto che il Consiglio si svolge in streaming) del presidente Alberto Cirio e dell'assessore al Lavoro Elena Chiorino.

Il capogruppo del Pd, Raffaele Gallo, ha formalizzato la richiesta del rinvio in Commissione della legge, sostenuto da tutti i capigruppo delle minoranze, ma la proposta è stata respinta. Il capogruppo Luv, Marco Grimaldi, ha sottolineato come nelle attuali condizioni, ovvero con 20mila emendamenti da esaminare, i lavori richiederebbero almeno due mesi. "Calcolando un minuto e mezzo per ogni voto - ha osservato Grimaldi - ci sarebbero 500 ore di votazioni, il che significa 40 giornate lavorative di 12 ore. Questa tabella di marcia imporrebbe ai dipendenti degli uffici del Consiglio regionale due mesi di lavoro durissimo". Dopo la bocciatura del rinvio in Commissione, il Pd è tornato all'attacco con il consigliere Maurizio Marello, che ha chiesto di "sospendere il lavoro in Aula per fare un passaggio al Consiglio delle autonomie locali (Cal), visto che i più coinvolti dal provvedimento dal punto di vista politico sarebbero sindaci e amministratori locali". La richiesta è stata appoggiata dalle altre forze di opposizione, e il consigliere Dem Domenico Ravetti ha preso la parola per appellarsi - attraverso il presidente dell'Assemblea legislativa Stefano Allasia - al presidente della Commissione Autonomia Riccardo Lanzo, esponente della Lega, affinché sostenga l'istanza. Il tema Cal non si è ancora esaurito. I lavori riprenderanno nel pomeriggio con un intervento del capogruppo di Forza Italia, Paolo Ruzzola, sempre su questa materia. 

Daniele Angi

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