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Economia e lavoro | 15 aprile 2021, 12:50

Ex Embraco: 10 giorni alla fine e nessuno incontra gli operai. "È vergognoso, questo non è un Paese normale" (VIDEO)

Presidio dei lavoratori in piazza Castello, in occasione del vertice col Mise su Italcomp, ma senza incontro con gli operai. E lunedì sera partono i bus verso Roma: "Andiamo sotto il ministero finché non ci fanno salire". Cirio: "Bloccare i licenziamenti con la cassa"

la protesta dei lavoratori Embraco

Ex Embraco, 10 giorni alla fine e nessuno incontra gli operai. "È vergognoso"

"È una vergogna, nessuno ci spiega succede e nessuno della Regione ci incontra, ora che il tempo sta per finire". Non basta un meteo invernale a portare indietro le lancette del tempo. È aprile e mancano dieci giorni alla fine di tutto. È questa la sensazione delle decine di lavoratori ex Embraco di Riva di Chieri che si sono ritrovati (anche) questa mattina sotto le finestre della Prefettura, in piazza Castello, dove da giorni un presidio di una decina di operai è rimasto con una tenda da campeggio, per mantenere i riflettori accesi sul loro caso.

Dieci giorni alla data limite

Il 15 di aprile era la data fissata sul calendario per l'incontro tra il Mise (nella persona del neo ministro Giancarlo Giorgetti) e i governatori di Veneto e Piemonte, Luca Zaia e Alberto Cirio. Sul tavolo, il progetto Italcomp, che dovrebbe offrire un futuro sia a Embraco che alla Acc di Mel. Ma a spaventare di più è la data del 25 aprile, quando arriveranno i licenziamenti collettivi da parte della curatela fallimentare di Ventures.

Dalle prime voci che emergono dal vertice, pare si sia confermata la volontà di portare avanti il progetto Italcomp, trovando in partner provato al 50%. "Anche perché - fanno notare i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Uglm - avviare il progetto costerebbe meno al governo rispetto alla cassa integrazione. E soprattutto creerebbe una prospettiva di lavoro".

L'assenza di esponenti istituzionali

Il governatore ha partecipato alla riunione durante la seconda giornata del generale Figliuolo in Piemonte. E per lunghi tratti della mattinata si è pensato che a parlare con gli operai e i sindacati sarebbe stata l'assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino. Invece nulla di tutto questo.

"Non è un Paese normale. Vergogna!". Dicono i lavoratori, che intanto si organizzano per andare a Roma coi bus lunedì sera. "Andiamo sotto il ministero finché non ci faranno salire". E pare che a pagare le spese di trasferta si sia offerto, ancora una volta, l'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, da sempre in prima fila al fianco dei lavoratori e in particolare di quelli di Embraco, cui ha consegnato anche alcuni pacchi per contribuire al loro sostentamento.

Cirio: "Bloccare i licenziamenti con la cassa"

Solo nel primo pomeriggio dalla Regione sono arrivate conferme (e un incontro con una delegazione negli uffici di piazza Castello) su quanto emerso dall'incontro con Mise e Regione Veneto. “Il ministro Giorgetti ha confermato da parte del Governo le risorse finanziarie e gli strumenti normativi necessari al salvataggio dell’impresa - spiega Cirio -. Ma è fondamentale agire in fretta”. Per quanto riguarda l’aspetto imprenditoriale-aziendale, il Ministro ha confermato la sua disponibilità sia nella costituzione che nello sviluppo del progetto Italcomp, impegnandosi personalmente nella ricerca di un investitore privato.

Un progetto di rilancio industriale – ha commentato l’assessore Chiorino - coerente con le competenze storiche dello stabilimento di Embraco e che permetterebbe di dare respiro ad una realtà industriale in grado di fare da volano allo sviluppo di un settore economico strategico per il nostro Paese. Il presidente Cirio ha personalmente contattato il ministro Andrea Orlando per un incontro tempestivo per sospendere la procedura di licenziamento collettivo dei 400 lavoratori in vista della imminente scadenza del 25 aprile. Abbiamo nove giorni di tempo per salvare i lavoratori, faremo di tutto per proteggerli”.

Massimiliano Sciullo

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