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Attualità | 09 maggio 2021, 19:03

Nelle partecipate del Piemonte solo 9 donne su 83 al comando, le associazioni femministe: "Vogliamo la parità di genere"

Lettera aperta indirizzata al Presidente Cirio, all’Assessore Ricca e alle Consigliere Anna Mantini e Michela Quagliano

Alberto Cirio

Gruppo di associazioni di donne chiede il rispetto della parità di genere ai vertici della Regione

"Sono solo 9 le donne nominate, dall’insediamento della giunta Cirio, in enti e società partecipate. In una regione in cui su 51 consiglieri solo 8 sono donne e che non si è ancora dotata di una legge regionale che preveda il rispetto della parità di genere, questa scelta sembra vada nella stessa direzione". E' la denuncia che viene fatta da un gruppo di associazioni di donne, che hanno scritto una lettera aperta indirizzata al al Presidente Alberto Cirio, all’Assessore Fabrizio Ricca e alle Consigliere Anna Mantini e Michela Quagliano per rivendicare il mancato rispetto della parità di genere.

"Si tratta di un rapporto numerico che non soltanto non rispecchia la composizione della popolazione regionale, ma che è in assoluta controtendenza rispetto ai dati che la letteratura economica e giuridica offrono sulla maggiore efficienza delle società e degli enti amministrati da organi di gestione a composizione diversificata", sottolineano Torino per le donne, Se non ora quando? Torino e Coordinamento nazionale, Noi rete donne, Rete per la parità,  Ewmd RomaAps, Gammadonna, Fondazione Marisa Bellisario, Toponomastica Femminile, Lofficina, Fondazione Amref Health Africa e Comitato Collaborazione Medica

 

"Anche i recenti rapporti della Consob e della Banca d’Italia mettono chiaramente in luce come alla presenza femminile all’interno dei consigli si colleghi una più elevata performance delle imprese. Scegliere organi sostanzialmente mono-genere significa pertanto, da un lato, rinunciare ai talenti femminili, dall’altro, rendere meno efficiente l’amministrazione delle relative società ed enti", viene fatto notare. "I più recenti e approfonditi studi economici e gestionali poi evidenziano la necessità di comporre gli organi di gestione degli enti in modo diversificato per età, sesso, provenienza geografica e percorso formativo e professionale proprio per rappresentare una varietà di punti di vista e di esperienze capace di favorire l’indipendenza delle opinioni e il senso critico".

"È anche importante rilevare che un’impresa che rispetti la parità e l’uguaglianza nella composizione dei consigli di amministrazione e in generale nei ruoli apicali, dà, all’esterno un’immagine positiva, moderna e di grande responsabilità e affidabilità, grazie alla ricchezza di prospettive".

Dal momento che le scelte della Regione Piemonte sembrano andare in direzione opposta, il gruppo di associazioni di donne conclude chiedendo "con urgenza un incontro al Presidente Cirio, all’Assessore Fabrizio Ricca e alla Consigliera di Parità della regione Anna Mantini e alla consigliera di parità della Città Metropolitana Michela Quagliano per un confronto aperto su una questione, quella della parità di genere nelle nomine negli organi di amministrazione e di controllo delle società̀ partecipate regionali, che non è più rimandabile".

comunicato stampa

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