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Economia e lavoro | 18 maggio 2021, 10:42

Sciopero e manifestazione davanti al panificio Delper: "Gli stipendi sono fermi a febbraio"

L'iniziativa è stata organizzata da Flai Cgil: "Capiamo il periodo e i lavoratori hanno sempre dato piena disponibilità, ma adesso la situazione non è più sostenibile"

Protesta di lavoratori

Presidio dei lavoratori di fronte a un punto vendita Delper

Sciopero questa mattina - indetto dalla Flai Cgil - in via Tolmino 50. A incrociare le braccia sono stati i lavoratori e le lavoratrici davanti la sede di Delper Snc, (azienda storica torinese con oltre 50 anni di attività), con 10 punti vendita e uno stabilimento con 30 dipendenti che produce prodotti come pane, pizza, focacce, grissini e così via.

L'iniziativa sindacale "è la conseguenza di mesi di trattative per ripristinare le minime condizioni di diritti sindacali. Durante il periodo di pandemia l’azienda ha comunque lavorato tenendo sempre i punti vendita aperti, nonostante questo e i numerosi solleciti i lavoratori avanzano più di due mesi di stipendio, non riescono ad avere orari settimanali, vengono loro imposte giornate di ferie, permessi e richiami da giornate di riposo senza alcun pagamento a loro dovuto. Per la prima volta hanno incrociato le braccia", spiegano i loro rappresentanti.

"Sono circa 30 le persone impiegate in via Tolmino, mentre altre 20 persone coprono i 10 punti vendita sparsi per Torino - spiega Letizia Capparelli, di Flai Cgil -, ma da più di quattro mesi gli stipendi vengono dati a rate, con acconti e saldi, nonostante richieste in contemporanea di straordinari e turni extra per coprire punti vendita. L'azienda dice che con le scuole chiuse e con meno passaggi è calato il giro d'affari. Ma i pagamenti di chi lavora in via Tolmino sono regolari, mentre per gli altri l'ultimo acconto risale al saldo di febbraio: non capiamo perché ci debbano essere due trattamenti diversi".

"Abbiamo fatto rivendicazioni in ogni modo, in questi mesi, pur capendo la situazione e le difficoltà del momento - conclude Capparelli -, ma oggi siamo arrivati allo sciopero perché la situazione non era più sostenibile, a fronte di una piena disponibilità dimostrata dai lavoratori in questo periodo".

M.Sci

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