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Attualità | 12 giugno 2021, 07:10

Più donne relatori e locandine attente alla parità di genere: UniTo adotta un decalogo contro le discriminazioni "rosa"

Il 60% degli studenti sono donne, ma salendo di "importanza" la percentuale si ribalta: 72% dei professori di prima fascia è uomo

Più donne relatori e locandine attente alla parità di genere: UniTo adotta un decalogo contro le discriminazioni "rosa"

Almeno un terzo dei relatori devono essere donne, attenzione al linguaggio di genere nella preparazione delle locandine e brochure degli eventi, non partecipare a convegni dove non è garantito l'equilibro in rosa. Sono queste alcune delle 10 linee guida adottate dall'Università di Torino per promuovere le pari opportunità in conferenze, seminari, webinar, eventi scientifici. 

Guardando ai dati, più del 60% degli studenti sono donne. Più si sale di "importanza", più la percentuale di ribalta: il 72% dei professori di prima fascia è infatti uomo. Il decalogo punta quindi ad abbattere gli ostacoli che trovano tuttora le donne nell'ascesa ai vertici dell'Accademia italiana. 

L'elenco prevede anche che l'università valuti la concessione di patrocinio, qualora ci siano iniziative dove non è garantito equilibrio fra i generi. Gli eventi dovranno poi essere organizzati in luoghi ed orari che non ostacolino la partecipazione femminile. 

"Queste linee guida - ha sottolineato Elena Bigotti, consigliera di Fiducia UniTo - sono una cartina al tornasole della maturità dell'Ateneo. Non hanno un'efficacia vincolante, cioè non danno luogo a sanzioni se non rispettate: chi non le segue, si comporta in maniera diversa rispetto all'Ateneo ".

Ad inizio aprile la Città ha approvato, su proposta del consigliere del Pd Enzo Lavolta e sul modello di quanto fatto da Milano, un decalogo per la parità di genere negli eventi pubblici organizzati e/o patrocinati dal Comune.

"Non vedere donne - ha sottolineato oggi l'assessore alle Pari Opportunità Marco Giusta - all'interno di panel che parlano di qualsiasi argomento, equivale a dire che le donne non si occupano di questa questione: è questo il rischio che dobbiamo interrompere". L'esponente della giunta Appendino ha annunciato che entro fine mandato Torino, su proposta della consigliera Eleonora Artesio, si doterà di un gender city manager. "In Italia - ha spiegato - non esiste questa figura".

E il decalogo non ha mancato di suscitare polemiche. La parlamentare di FdI Augusta Montaruli, insieme al presidente del FUAN-Azione Universitaria Torino Andrea Montalbano, attacca: "Le donne, così come gli uomini, non hanno bisogno di "riserve" o vie preferenziali. Le "quote", usate come “contentino” per impedire una valutazione sul merito, non sono la soluzione alla disparità di genere".

"L'Università sia la casa del merito e dell'eccellenza", hanno concluso.

Cinzia Gatti

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