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Attualità | 14 giugno 2021, 15:09

Dal bicerin alla grissinopoli, la Città punta a promuoversi con il made in Torino

La proposta della consigliera del M5S Carlotta Tevere la Sala Rossa dovrà approvare la "Denominazione Comunale di Origine di Torino”

Dal bicerin alla grissinopoli, la Città punta a promuoversi con il made in Torino

La grissinopoli, il tramezzino, il bicerin, ma anche il Rabarbaro Sport potranno portare il nome della città nel mondo con la “Denominazione Comunale di Origine di Torino”.  Dopo il via libera questa mattina della commissione, la Sala Rossa sarà chiamata ad approvare - su proposta della consigliera del M5S Carlotta Tevere - la nascita della DeCo ed il regolamento abbinato per la  "valorizzazione dei prodotti tipici, dei prodotti dell’artigianato alimentare, dei prodotti dell’artigianato, delle ricette tipiche, delle feste tipiche, dei saperi, dei terreni caratteristici del territorio comunale”.

La differenza rispetto alla più famosa doc di vini e alimenti è che non certifica la qualità, ma la tipicità di un cibo o evento, legandolo quindi ad un territorio. 

"È uno strumento - ha spiegato Tevere - per valorizzare le piccole e grandi realtà del territorio. In questo contesto post pandemico di rilancio potrebbe essere un valore aggiunto, un marchio che la città riconosce ai piccoli produttori. La DeCo nasce per prodotti alimentari, però può essere allargata ad altre categorie come le feste tipiche e le ricette: è un marchio che lega il territorio al prodotto, al sapere degli artigiani". "Il marchio - ha aggiunto - verrà regolarmente depositato e non potrà essere usato impropriamente. Fregiarsene dimostrerà il legame con la città". 

 

L'atto è stato approvato dal Consiglio comunale con 24 voti a favore (M5S, PD, Cambiamo!) e 9 astensioni (Torino in Comune, Movimento 4 Ottobre, Moderati, Lega, Forza Italia, Connessione Civica e DeMA). La denominazione De.Co. di Torino sarà di esclusiva proprietà del Comune di Torino, identificata da un marchio collettivo approvato dalla Giunta comunale e depositato presso la banca dati dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Cinzia Gatti

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