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Attualità | 10 luglio 2021, 14:20

"Salviamo il paesaggio" dice no al nuovo stabilimento Amazon di Orbassano: "Evitiamo altro consumo di suolo"

"Vorrà dire ancora cemento e impoverimento del territorio"

amazon - foto generica di archivio

"Salviamo il paesaggio" dice no al nuovo stabilimento Amazon di Orbassano: "Evitiamo altro consumo di suolo"

Il Comitato Piemontese del forum "Salviamo il paesaggio" interviene sulla vicenda Amazon, dicendo no al nuovo stabilimento di Orbassano.

"A partire dall’ottobre 2020, i vari Enti titolati stanno procedendo a esprimersi, attraverso Conferenze dei Servizi, in merito all’approvazione della proposta mirata a insediare un nuovo magazzino e centro di distribuzione di Amazon nel territorio del Comune di Orbassano. Si tratterebbe di un’area agricola di circa 135.000 mq., che dovrebbe ospitare un capannone di 35.000 mq., con relative aree a parcheggio e spazi per la movimentazione delle merci, ai confini con i comuni di Rivalta e Nichelino, tra l’autostrada Torino-Pinerolo e la SP 143".

Salviamo il paesaggio sottolinea che se è vero che "si parla di un investimento di 50 milioni di euro, con la creazione di 400-500 posti di lavoro totali, questo comporterà comunque una Variante Urbanistica semplificata (Art. 17 bis della Legge Urbanistica Regionale), in un’area agricola di pregio (quindi a totale consumo di suolo), senza che siano state esaminate localizzazioni alternative, mirate ad esempio al riutilizzo di aree industriali dismesse già urbanizzate".

"Riteniamo che la proposta in oggetto sia in palese contrasto con gli indirizzi e le norme del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP2) ora in capo alla Città Metropolitana, che tutela prioritariamente le aree libere da edificazione e in particolare le aree agricole nel territorio metropolitana", aggiunge il forum "Salviamo il paesaggio", che fa notare come "l’enorme consumo di suolo agricolo insito in tale progetto pare ignorare in modo scellerato la drammatica situazione che impone di adottare con la massima urgenza ogni possibile strumento per bloccare il dannosissimo fenomeno della cementificazione di suolo libero fertile".

Di qui, l'appello alla politica e agli Enti preposti affinché "ripensino alla scelta ancora in itinere ed esaminino alternative su aree già compromesse (come SITO e lo Scalo di Orbassano), certamente più adatte a ospitare tale insediamento. A tale proposito ci risulta che nel mese di maggio del 2020 fosse stato annunziato l'interesse di Amazon a collocarsi proprio nel SITO (Società Interporto Torino Orbassano) già attrezzato e urbanizzato, interesse di cui poi si sono misteriosamente perse le tracce".

Inoltre gli esponenti di "Salviamo il paesaggio" chiedono che per l'ok "alle varianti urbanistiche, sia garantita la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti e delle associazioni di tutela ambientale", per fare in modo che "il contenimento del consumo di suolo venga fatte valere in modo serio e vincolante", evitando quei problemi che troppe volte si sono verificati in passato.

redazione

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