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Economia e lavoro | 20 luglio 2021, 18:15

Cambio della guardia all'incubatore dell'Università: Fiorella Altruda nuovo presidente di 2i3T. È la prima donna in Italia

Attualmente sono 96 le start up fatte crescere all'interno della struttura che ha due sedi a Torino, per un fatturato di oltre 2 milioni di euro

sede polo tecnologico

L'incubatore dell'Università di Torino ha due sedi in città

Si chiama Fiorella Altruda, ha 69 anni ed è la prima donna in Italia a diventare presidente di un incubatore tecnologico in Italia (sono poco meno di 50 in tutta Italia): da poche ore, infatti, è stata scelta alla guida di 2i3T, che nel suo acronimo rappresenta le “Imprese Innovative Trasferimento Tecnologico Torino” ed è il corrispettivo di I3P (Politecnico) dell’Università degli Studi di Torino.


[Fiorella Altruda, 69 anni, nuova presidente di 2i3T]

Quasi cento start up e oltre 2 milioni di fatturato

Torinese, ordinario di Genetica molecolare, dal 2013 direttore del Molecular Biotechnology Center dell’Università di Torino e dal 2015 presidente del Bioindustry Park di Colleretto Giacosa, Altruda guida una struttura che - fondata nel 2007 - conta oggi 96 startup, attive in scienze della salute (35%), energia e ambiente (17%), agroalimentare (17%), innovazione tecnologica e digitale (15%) e innovazione sociale (15%). Conta 42 brevetti, 37 partnership industriali e finanziarie, centinaia di posti di lavoro ad alta intensità di conoscenza e oltre due milioni di fatturato generato (e solo il 15% di fondi provenienti da risorse pubbliche). 
Nominato anche il nuovo cda a rappresentanza dei quattro soci dell’ente: il professor Filippo Barbera per l’Università di Torino, Adriano Ficara per la Città Metropolitana di Torino, Giuliana Passero per Finpiemonte e Alessandra Scotti per Fondazione Links.
Fiorella Altruda prende il testimone dal professor Silvio Aime, già presidente dell’Incubatore dall’avvio dell’operatività nel 2007. "La speranza è che si possano raggiungere ulteriori traguardi nell’ambito del trasferimento tecnologico, promuovendo e sostenendo la creazione di nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza, in sinergia con l’Ateneo", dichiara Stefano Geuna, rettore dell’Università di Torino.

Due sedi in tutta la città

Addirittura due le sedi di 2i3T a Torino, in via Nizza 52 (presso il Molecular Biotechnology Center di UniTO) e in via Quarello 15. I due poli di incubazione, che si estendono per oltre 1700 metri quadrati, sono dotati di laboratori e strumentazioni scientifiche all’avanguardia e di spazi dedicati a ospitare le imprese neo costituite. Da qui sono nati molti casi di imprese vincenti, come per esempio: EuremAb, spin off dell’Università (Dipartimento di Oncologia dell’Istituto di Candiolo), che ha ricevuto 21 milioni di finanziamento nel 2019 per sviluppare anticorpi utili a rigenerare tessuti danneggiati; Kither Biotech (Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita) con 5,6 milioni finanziati per lo sviluppo clinico di un nuovo farmaco per il trattamento della fibrosi cistica e altre malattie polmonari; Corion Biotech (Scienze Chirurgiche) che sta perfezionando la prima terapia al mondo specifica contro la pre-eclampsia (ovvero la gestosi, una patologia della gravidanza) e ha ottenuto un milione di euro da LIFTT, l’Investment Operating Company guidata dall’imprenditore scienziato Stefano Buono e di Finde; Bioclarma, che ha messo a punto test salivari importantissimi in questo periodo di emergenza pandemica. 

Massimiliano Sciullo

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