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Economia e lavoro | 17 settembre 2021, 11:18

Fim esplora il futuro green dell'auto. Tronzano: "Il 2035 senza diesel e benzina è una data impossibile"

L'assessore regionale: "A rischio l'intera struttura produttiva". Provenzano: "C'è preoccupazione nelle nostre fabbriche". Pichetto: "300-400 milioni per la riconversione"

Fim esplora il futuro green dell'auto. Tronzano: "Il 2035 senza diesel e benzina è una data impossibile"

"Il 2035 per la transizione green? È un obiettivo irraggiungibile e dobbiamo lavorare a livello europeo per spostare la data, altrimenti distruggeremo le nostre aziende". Le parole di Andrea Tronzano, assessore regionale alle attività produttive, risuonano fin da subito al convegno sul futuro dell'automotive organizzato da Fim CISL. È la scadenza fissata dalla Ue per spegnere definitivamente i motori diesel e benzina. E il Piemonte ammette di non farcela: troppo presto.

"Serve consapevolezza: arriveranno grandi fondi e per usarli appieno è necessario avere consapevolezza di ciò che sta succedendo, sia nell'auto che nello spazio", prosegue Tronzano. "Conoscendo le imprese noi siamo forti e non dobbiamo riprenderci, ci siamo già ripresi. Ora si tratta di andare avanti: sull'elettrico, con Scarmagno si è fatto un passo avanti importante. Ma lavoreremo anche sull'idrogeno".

Provenzano: "C'è preoccupazione nelle nostre fabbriche"

"La transizione ecologica dell'automobile è anche industriale e di competenze. C'è molta preoccupazione nelle nostre fabbriche - dice Davide Provenzano, segretario provinciale di Fim -, ma si tratta di un sentimento che vogliamo cogliere nel senso più positivo, ovvero quello di preoccuparsi prima di quelle che sono le sfide".

"Siamo chiamati ad attuare in tempi molto stressi scelte fondamentali per un settore strategico come l'automotive - dice Ferdinando Uliano, segretario nazionale di Fim CISL -, con implicazioni dirette o indirette su almeno un milione di addetti, in Italia". Ma ci sono preoccupazioni ancora più immediate: "La quasi totalità degli stabilimenti è ferma per carenza di semiconduttori: questo deve spingerci a ripensare le scelte di delocalizzazione fatte in passato". E incalza il governo: "Necessario convocare il tavolo per avere garanzie produttive e di investimento".

Uliano: "Dal PNRR il sostegno ai lavoratori nella transizione"

E sul 2035 i timori non mancano, anche sul fronte sindacale: "Con un passaggio all'elettrico si mettono a rischio circa il 30% delle realtà della componentistica. Il rischio occupazionale è enorme - dice Uliano - e se da un lato sosteniamo la transizione ecologica, dall'altro questo passaggio deve essere sostenibile". "Serve un fondo, ottenuto dal Pnrr, per sostenere da un lato la trasformazione industriale e innovazione. L'altra a sostengo delle persone, che rischiano di pagare il prezzo più alto di questa trasformazione. Chiediamo dialogo e confronto con il Mise".

Parla Stellantis, Mele: "Mercato fatica a ripartire, ma la soluzione non è immediata"

"Come Stellantis, apprezziamo il dialogo costruttivo e produttivo con tutte le parti in vista delle sfide del futuro", dice Davide Mele Deputy Chief Operating Officer (COO) Enlarged Europe Stellantis. "Vogliamo diventare leader a livello mondiale non solo come produttori auto, ma nel senso più ampio della mobilità. l'Europa e l'Italia sono attori chiave di questo piano di sviluppo, che si fonda su tre elementi. La prima è la competitività, ma anche il dialogo con le parti sociale sulla nostra visione strategica. Visione in cui vogliamo giocare d'anticipo, puntando alla sostenibilità economica".

Oggi si ragiona su pandemia e semiconduttori, oltre all'aumento del costo delle materie prime. "Tutto questo ci dimostra quanto è fragile la capacità di adattamento di una filiera così complessa - dice Mele -. Il mercato fa fatica a ripartire e il trend è negativo. La soluzione non sembra esserci nel brevissimo termine: per ora cerchiamo di ottimizzare una fase che speriamo temporanea".

"Per raggiungere gli obiettivi del 2035 bisogna giocare d'anticipo e contiamo di assorbire il 70% dell'elettrico già a partire dal 2030. Useremo pacchi di batterie standard per tutti o marchi  e si dovrà raggiungere autonomie comparabili al prodotto a combustione e con tempi di ricarica che devono arrivare a 32 km al minuto".

E sul dialogo col Governo (ma non solo) "avremo dialogo, condivisione e trasparenza necessaria passo dopo passo. Non è possibile farlo tutto in un momento solo".

Pichetto: "Cambiare approccio, non è più tempo di incentivi"

"Quello che si sta verificando, tra decisioni politiche e accelerazione tecnologica, richiede un approccio diverso a quanto fatto fin qui, quando con gli incentivi si è cercato di incidere sul mercato", dice Gilberto Pichetto Fratin, viceministro al Mise e responsabile del tavolo automotive. "Anche perché le differenze di prezzo tra motori endotermico ed elettrico non può integrarle lo Stato".

"Il capitale umano è uno degli elementi chiave di una partita in cui sarà fondamentale vedere prima le situazioni di crisi - prosegue Pichetto -. Per ora si ragiona solo per stime e per ora è difficile avere un'esatta dimensione di quello che accadrà". Sui semiconduttori "la gran parte del materiale si trova in Cina e non sarà così facile diventare autonomi, un po' come per le batterie elettriche e il litio", ammonisce Pichetto. "Speriamo duri il meno possibile, ma potrebbe influenzare il mercato per circa un anno".

E sulla necessità di riconvertire un intero settore, il viceministro rassicura: "Arriverà un fondo apposito, inizialmente da 300-400 milioni e avrò una durata di dieci anni. Servirà a formare i lavoratori, oppure ad accompagnare coloro che intendono cambiare lavoro".

Massimiliano Sciullo

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