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Economia e lavoro | 17 settembre 2021, 07:00

Stangata d'autunno sulle bollette, l'allarme di artigiani e commercianti: "Occorre mitigare l'ondata di rincari"

Dino De Santis (Confartigianato Torino): “Si lavori per ridurre gli oneri generali di sistema. Le pmi pagano già la bolletta più cara dell’Unione Europea". Coppa: "Sarebbe lo stop a una timida ripartenza economica"

bollette, soldi e calcolatrice

Gli artigiani si appellano alla politica contro i rincari in bolletta

Da più parti è annunciata come la stangata d'autunno: è quella delle bollette, che potrebbe - parola del ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani - mostrare rincari preoccupanti. Ecco perché gli artigiani e i commercianti alzano la voce e chiedono rimedi: "Le piccole e medie imprese del nostro territorio pagano già la bolletta più cara dell’Ue: +18,1%".

De Santis (Confartigianto): "Ulteriori rincari ci mandano ko"

A gonfiare il prezzo finale dell’energia per MPI sono soprattutto gli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20MWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona. “Le piccole imprese italiane pagano già il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 18,1% rispetto alla media Ue. Ulteriori rincari, come annunciato dal Ministro Cingolani, metterebbero ko i nostri imprenditori penalizzati anche dai continui aumenti delle materie prime. Gli artigiani e i piccoli imprenditori che consumano fino a20 MWh (vale a dire l’87,8% dei punti di prelievo del mercato elettrico non domestico) pagano il prezzo più alto dell’elettricità nell’Ue. Un gap che si mantiene costante da anni: dal 2008 al 2020 il maggiore costo dell’elettricità pagato dalle piccole italiane rispetto all’Ue si attesta su una media del 25,5%”, dice Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino.

 

Sul tavolo - prosegue De Santis- ci sono 2-3 miliardi di fondi anti-crisi non ancora usati che possono e devono essere usati a questo fine e non per abbattere il deficit”.

E aggiunge: “Il peso della componente fiscale sulla bolletta elettrica delle piccole imprese va ridotto subito. Il prezzo finale dell’elettricità per le piccole imprese è infatti gonfiato soprattutto dagli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20MWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona come emerge dal rapporto di Confartigianato che analizza squilibri e distorsioni nel mercato energetico a danno della competitività dei piccoli imprenditori”.

Più tasse, quindi, ma, secondo Confartigianato, anche mal distribuite tra i diversi consumatori, secondo l’assurdo meccanismo: meno consumi, più paghi. Ancora una volta, infatti, le più penalizzate sono le piccole imprese in bassa tensione che, a fronte di una quota di consumi energetici del 24,5%, sono costrette a pagare il 33,2% della componente degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica. Mentre per le grandi aziende energivore con il 14,7% dei consumi la quota degli oneri generali di sistema scende al 9,2%.

Si tratta – sottolinea De Santis– di uno squilibrio incomprensibile che costringe i piccoli imprenditori a caricarsi i costi degli altri utenti. Il Decreto Sostegno bis ha avviato una riduzione degli oneri generali di sistema nelle bollette delle piccole imprese. Attendiamo di vederne gli effetti per far calare il costo dell’energia che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa. In ogni caso, il meccanismo degli oneri generali di sistema va completamente ripensato, da un lato ripartendo in modo più equo il peso degli oneri tra le diverse dimensioni d’azienda, dall’altro spostando parte del peso dalla bolletta alla fiscalità generale”.

Coppa (Ascom): "Sarebbe lo stop a una timida ripresa"

E forte preoccupazione per i rialzi record delle bollette dell'energia la esprime anche Ascom-Confcommercio: “Sarebbe veramente molto grave – dichiara la presidente Maria Luisa Coppa – se si verificassero aumenti così significativi sia per le nostre imprese che per le famiglie torinesi. Per il mondo dell’impresa rappresenterebbe un nuovo blocco alla già timida ripartenza auspicata per quest’autunno. Per le famiglie torinesi un’ulteriore pesante spesa che si tradurrebbe immediatamente nella contrazione dei consumi".

L'ufficio studi di Confcommercio ribadisce come per un negozio con un consumo annuo di 75 mila chilowattora, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe di oltre 6 mila euro su base annua su un totale di 19 mila euro. Per un ristorante con consumo di 100 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 8,5 mila euro annui su un totale di 28 mila euro. Per un albergo con consumo 260 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 20 mila euro annui su un totale di 65 mila euro.

"Ricordiamo che le aziende italiane da sempre pagano il prezzo più alto in Europa per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico. Chiediamo pertanto un intervento urgente del governo per contenere tali disastrosi aumenti”, conclude Coppa.

Massimiliano Sciullo

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