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Economia e lavoro | 05 ottobre 2021, 15:47

Auchan-Conad, il giudice dà ragione a 19 lavoratori di corso Romania: "Vanno reintegrati"

Sentenza del tribunale dopo il ricorso di alcuni di coloro che non erano stati assorbiti nello storico punto vendita torinese. "Altri ne arriveranno, ma potrebbe fare scuola in tutta Italia"

presidio auchan corso romania - foto di repertorio

Auchan-Conad, il giudice dà ragione a 19 lavoratori di corso Romania: "Vanno reintegrati"

Era il 14 maggio 2019 quando Auchan venne assorbita, su piano nazionale, da Conad. Ma non tutto è andato in porto senza inconvenienti. Ne sanno qualcosa alcuni dei lavoratori del punto vendita di corso Romania 460, dove la situazione, da critica, è finita a carte bollate. Fino alla decisione di un giudice, nel corso del mese di settembre, che ha dato ragione agli addetti. Per di più coinvolti nel primo punto vendita diventato Auchan in Italia, nel 1989.

COSA È SUCCESSO A LIVELLO NAZIONALE

Nella rete Auchan, infatti, di tutti i 18mila dipendenti (che avrebbero dovuto essere totalmente ricollocati) alcuni sono rimasti fuori. Circa 3000 occupati in funzioni di logistica e amministrazione (ma senza riguardare il Piemonte) e altrettanti (3100) nei diversi punti vendita in Italia. E se nel frattempo Auchan è stato assorbito da Margherita Distribuzione per procedere al passaggio verso Conad, è cambiata anche la struttura: non più un'unica proprietà con un vertice, ma un insieme di cooperative di dettaglianti, che nel territorio interessato fa riferimento a NordOvest Insieme.

Le fuoriuscite sono state a uscita volontaria incentivata (accompagnata da alcuni accordi di cassa integrazione), ma a un certo punto il fronte sindacale si è spaccato, con Cgil e UIL a proseguire sul proprio percorso.

I QUATTRO CENTRI COMMERCIALI PIEMONTESI

A Rivoli tutti i dipendenti sono stati trasferiti senza intoppi, così come per Cuneo e per Venaria (un procedimento ancora in corso). Il problema è stato in corso Romania. "Qui è stata fatta un'operazione diversa, che il giudice ha definito irregolare. E sono arrivate due sentenze a favore dei lavoratori", dice Ivano Franco (Filcams Cgil). "E questo riapre la vicenda a livello nazionale, visto che ci sono anche altri lavoratori nella stessa condizione. Ma la politica, in tutto questo, è stata decisamente carente nel suo apporto".

"Abbiamo avuto una sola interlocuzione con il Comune di Torino - aggiunge Sergio Diecidue, di Uiltucs - mentre con la Regione non si è mai arrivati al dunque. Corso Romania aveva 260 unità, a libro paga, mentre Conad ne ha assunte 154. Con 106 persone rimaste fuori".

"Il tribunale ha sancito un utile precedente - prosegue Diecidue - non solo per la situazione Margherita Auchan, ma anche per altri marchi della grande distribuzione che sono in difficoltà. Ormai le grandi superfici non sono più considerate interessanti, sui 10mila metri quadri. Si scende sui cinquemila, con abitudini di consumo che stanno cambiando, anche per la crisi".

LA CAUSA E GLI EFFETTI IN ITALIA

Dei 106 lavoratori, la causa riguarda 19 dipendenti che sono stati riconosciuti dal giudice come effettivi dipendenti di NordOvest. E che hanno diritto ai pagamenti a partire dal 20 novembre 2020. "E aspettiamo che Conad si faccia viva, con loro, per il loro rientro", dice Ivano Franco. Ma anche altre decine di lavoratori sono in vista di una sentenza o comunque nel corso di un'altra vertenza.

Dei 70 rimanenti, non è escluso che altri possano seguire questa strada, mentre in Italia si parla di circa 500 persone nelle stesse condizioni tra Lazio, Lombardia, Veneto e Campania.

"Questa vicenda è stata una batosta per il mondo del lavoro - racconta Sara, una delle dipendenti coinvolte nella vicenda - e soprattutto per quella femminile, visto che qui si tratta in buona parte di donne, monoreddito e precipitate in enormi difficoltà. È stato un tentativo che, se fosse passato, avrebbe potuto riguardare anche altri settori del lavoro. Fino a quello metalmeccanico".

Massimiliano Sciullo

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