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Cultura e spettacoli | 26 ottobre 2021, 10:30

"Feneen" all'Hiroshima: un ponte Italia-Senegal in salsa hip-hop

Questo venerdì si esibiranno sul palco di via Bossoli 83 i rapper Leuz Diwane G e F.U.L.A., di origini senegalesi, sulle produzioni del beatmaker torinese Frank Sativa

"Feenen": il trio italo-senegalese si esibirà venerdì all'Hiroshima Mon Amour

"Feenen": il trio italo-senegalese si esibirà venerdì all'Hiroshima Mon Amour

Venerdì 29 ottobre a partire dalle 20:30 le porte dell’Hiroshima Mon Amour si aprono su suoni, immagini e storie che uniscono Italia e Senegal. A creare un ponte tra i due paesi, la cultura Hip Hop, capace di offrire occasioni di scambio e di protagonismo tra artisti professionisti e giovani intraprendenti, tra il mondo dell’associazionismo locale e internazionale e l’industria musicale italiana e straniera. Un evento unico nel suo genere sostenuto dalla Città di Torino nell’ambito delle azioni di cooperazione decentrata finanziate dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e promosso da un largo partenariato tra ong italiane e associazioni senegalesi.

 

Per la prima volta insieme nella venue torinese, i rapper Leuz Diwane G, di origine senegalese, F.U.L.A, italo-senegalese, e il producer torinese Frank Sativa saliranno sul palco per presentare Feneen, progetto nato da una residenza artistica a Dakar che ha dato vita alla genesi di una canzone, un videoclip e un documentario omonimi, la cui uscita ufficiale è prevista per gennaio 2022.  

 

L’iniziativa è nata nell'ambito di “MIGRA - Migrazioni, Impiego, Giovani, Resilienza, Auto-impresa” - progetto ideato e promosso dalle ong LVIA, COSPE e CISV insieme ai partner locali AD e CARP, con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo - ed è stata realizzata con la preziosa collaborazione di Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour, Concertielementi e Associazione Culturale Multiethnicmedia.

 

Feneen è un esperimento sotto tanti punti di vista - spiega Marta Buzzatti, Presidente di CISV - Quello comunicativo in primis, perché propone uno sguardo e un linguaggio inedito su un aspetto specifico e poco conosciuto della cultura senegalese”.  

 

“Nel nostro lavoro di cooperanti sul campo vediamo tutti i giorni gli effetti trasformativi e di empowerment offerti dall’arte e dalla musica - aggiunge Silvia Lami di LVIA, coordinatrice del progetto MIGRA - Per aumentare l’impatto e raggiungere anche un pubblico italiano, abbiamo provato a creare una collaborazione con alcuni professionisti del mondo dell’industria musicale: una scelta che si sta dimostrando vincente!”.

 

La canzone Feneen, insieme al suo videoclip, è la sintesi dell’intreccio artistico e personale dei tre musicisti. Cantata in 4 lingue (inglese, wolof, Italiano, francese) è dedicata al tema dell’”altrove” (feneen in wolof). Parla di frontiere, interne ed esterne, di un’identità mista e contaminata, della ricerca del proprio posto nel mondo, in una terra vicina o lontana. 

 

Il documentario, scritto da Jennifer Caodaglio, diretto da Giulia Rosco e nato da un’idea di Frank Sativa, approfondisce l’attuale scena musicale e urbana di Dakar. 60 minuti serrati di immagini e interviste con producer, rapper, writer e imprenditori senegalesi per un ritratto complesso e inaspettato del forte e rigoglioso movimento culturale urbano della città, contesto imprescindibile per lo sviluppo di una coscienza civica critica e consapevole tra i giovani, ma anche terreno estremamente fertile di concrete opportunità di impiego all’interno di un'industria nascente. 

 

Nel corso della serata gli artisti di Feneen condivideranno la loro esperienza con i protagonisti di un altro viaggio interculturale, dove il rap, nella sua funzione etica ed educativa, è diventato strumento di promozione del protagonismo giovanile in Senegal e in Italia. Sono i giovani che hanno partecipato alle attività del progetto “Villages et quartiers. Musica, teatro ed artigianato tra Louga e Torino”, finanziato dalla Regione Piemonte e dalla Compagnia di San Paolo nell’ambito del progetto di cooperazione decentrata di cui è capofila la Città di Torino, che ha visto coinvolti i partner italiani Enaip Piemonte, RE.TE e CISV, e i partner locali senegalesi CEFAM e FESFOP

 

Venerdì 29 ottobre il palco dell’Hiroshima Mon Amour diventa così il luogo in cui, dopo tanti mesi di distanziamento e lontananza, non solo metaforicamente, si potrà recuperare il gusto dell’avvicinarsi, ascoltando note e parole pronunciate in lingue straniere, assaporando sapori e profumi africani, incontrando e lasciandosi sorprendere da tanti altrove, vicini o lontani. 

comunicato stampa

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