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Cronaca | 25 novembre 2021, 17:32

La Comunità ebraica di Torino valuta esposto contro Liccione e i No Green Pass

Il leader della Variante torinese stamattina aveva paragonato l'attuale regime sanitario al trattamento degli ebrei durante le leggi razziali. Intanto la Procura ha già ricevuto un rapporto dalla Digos

Dario Disegni

Dario Disegni e la Comunità ebraica valutano esposto contro Liccione e i No Green Pass

La Comunità ebraica di Torino sta valutando con i propri legali se presentare un esposto alla Procura nei confronti di Marco Liccione, leader No Green pass e della cosiddetta 'Variante torinese', che questa mattina, in una protesta di fronte al Comune di Torino aveva paragonato l'attuale regime sanitario al trattamento degli ebrei all'epoca delle leggi razziali.

L'annuncio è arrivato dal presidente della Comunità Dario Disegni. "Dobbiamo valutare con i nostri legali se ci sono gli estremi per sporgere una querela o un esposto, lo valuteremo. So che la Digos si è già mossa e che c'è un rapporto alla Procura, vedremo cosa succederà".

Accostamento vergognoso

"Questo nuovo e vergognoso accostamento tra Green pass e crimini della Shoah non può che suscitare lo sdegno più profondo non solo della Comunità ebraica ma di tutta la società, che deve dire con forza basta a questi accostamenti inaccettabili - ha aggiunto Disegni - Le istituzioni, la società civile e il sistema scolastico rafforzino i programmi e l'insegnamento per far conoscere la reale tragedia della Shoah soprattutto alle giovani generazioni".

"Basta banalizzare la Shoah"

"Occorre contrastare queste forme di mistificazione, di banalizzazione della Shoah per creare nelle giovani generazioni una forte coscienza civile responsabile che faccia riferimento ai valori della nostra costituzione", ha concluso il presidente della Comunità ebraica.

Ricca: "Chieda scusa se ha un minimo di decenza"

"Un altro no green pass che sputa sulla storia, sul dolore di milioni di persone, sulla pazienza di tutti", ha commentato su Facebook l'assessore Fabrizio Ricca. "Chi paragona l’orrore inumano che hanno dovuto subire uomini, donne e bambini perseguitati, uccisi, bruciati, a un provvedimento sanitario transitorio è, nella migliore delle ipotesi, in cattiva fede. Da parte mia, però, posso dirvi che sono stufo di sentir parlare di certi accostamenti. Chieda scusa se ha un minimo di decenza, perché a tutto c’è un limite".

 

redazione

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