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Economia e lavoro | 01 dicembre 2021, 17:05

Rai sempre più lontana da Torino? La preoccupazione dei lavoratori: "La Città fermi questo disimpegno"

Presidio sotto il grattacielo ex Rai di via Cernaia, appena venduto. "Non assisteremo in silenzio all’ennesimo disimpegno su un territorio già provato dalla crisi economica degli ultimi 15 anni"

manifestazione lavoratori rai

Rai sempre più lontana da Torino? La manifestazione dei lavoratori preoccupati

Navigano in acque agitate i lavoratori della Rai di Torino. Un malcontento dovuto principalmente a tre fattori: l'assenza di un chiaro ruolo della Città all'interno del piano strategico dell'azienda, il saldo negativo degli investimenti e un generale disimpegno lamentato dai lavoratori, che questa mattina si sono ritrovati in un luogo simbolico. L'ex grattacielo Rai di via Cernaia, venduto al gruppo IPI per 8.1 milioni di euro.

I problemi sollevati

"Da settimane leggiamo con preoccupazione le notizie riguardanti la sempre maggior incertezza intorno alle risorse finanziarie con cui Rai dovrà svolgere il proprio ruolo di servizio pubblico" spiegano i lavoratori delle Rsu Rai di Torino. "Come rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori torinesi siamo preoccupati, sia per lo scenario generale, sia per la totale mancanza di considerazione da parte dell’azienda per le attività che vengono svolte sul nostro territorio, anche in vista del prossimo piano industriale".

Le richieste dei lavoratori

Le richieste avanzate dai lavoratori in presidio? L’uso del ricavato della vendita del palazzo di via Cernaia per dare collocazione stabile e di lungo periodo alle Direzioni tecnologiche e amministrative Rai e Rai Pubblicità di via Cavalli, le risorse tecnologiche e gli organici da destinare al Centro di Produzione di Via Verdi per consentirgli di svolgere le sue funzioni e attività, la valorizzazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale e dell’auditorium di via Rossini.

"Anche l’ultima decisione da parte di Rai di cancellare la terza edizione dei telegiornali regionali, assunta in modo unilaterale senza confronto con le rappresentanze sindacali, non appare giustificata da motivazioni economiche e colpisce un importante punto di riferimento autorevole per le cittadine e i cittadini" proseguono.

La preoccupazione

"La Rai a Torino e le persone che vi lavorano devono diventare parte di un orizzonte a medio e lungo termine che rappresenti un futuro ideativo, realizzativo e produttivo sostenibile per l’Azienda in un contesto di forte rinnovamento tecnologico, di piattaforma, di integrazione con la rete digitale e di competizione a livello globale  i cui costi richiedono risorse certe, per continuare a contribuire ad essere la più grande azienda culturale del Paese e a garantire la presenza su un territorio dove RAI è nata e cresciuta" concludono i lavoratori.

I sindacati: "Non assisteremo in silenzio"

"Non assisteremo in silenzio all’ennesimo disimpegno su un territorio già provato dalla crisi economica degli ultimi 15 anni. Da Rai ci aspettiamo un piano di investimenti coerenti con quello che siamo convinti debba essere un ruolo di primo piano della città di Torino all’interno delle attività tecnologiche, amministrative e produttive dell’azienda e un piano industriale che sappia utilizzare e valorizzare le consolidate esperienze e professionalità maturate nella nostra città" affermano le segreterie territoriali SLC CGIL, FISTEL CISL - UILCOM UIL.

Andrea Parisotto

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