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Economia e lavoro | 04 gennaio 2022, 15:45

Stellantis, il caos dei semiconduttori ha fatto più danni della pandemia, ma Torino sorride grazie alla 500 elettrica

In ripresa anche le produzioni Maserati, rispetto a 2020 e 2019. Uliano (Fim Cisl): "Ma siamo sempre a metà di quanto si faceva nel 2017. E le difficoltà dovrebbero durare per tutto il 2022"

catena di montaggio di Mirafiori

Il polo torinese è tra i pochi in Italia a dare numeri in miglioramento nell'universo Stellantis

Il caos dei semiconduttori peggio della pandemia: sono questi i numeri per il mondo Stellantis, con un calo del 6% della produzione 2021 sul 2020 e addirittura del 17,7% sul 2019 (anno pre pandemia). Lo scenario è rappresentato dall'indagine di Fim Cisl torinese e nazionale, con Jeep Compass e Cinquecento elettrica a rappresentare i due modelli che hanno dato i migliori risultati. "Il 2021 non è stato un anno caratterizzato da negatività per tutto il periodo - spiega il segretario nazionale, Ferdinando Uliano - anzi: nei primi 9 mesi c'era un miglioramento sul 2020. Ma il peggioramento è arrivato dal mese di settembre in poi". E prosegue: "Complessivamente sono però state prodotte 673.574 esemplari, contro i 717.636 del 2020: "Per la prima volta scendiamo sotto quota 700mila e rispetto al 2017 si è perso un terzo dei volumi".

"Salvati" dalla 500 elettrica

E proprio la performance della 500 elettrica consente al Polo Torinese (di fatto ormai ridotto a Mirafiori, dopo l'abbandono di Grugliasco con Maserati) di avere una performance migliore rispetto al 2020. Gli altri sono Maserati Modena e Sevel.

Nel 2021 si sono prodotte il doppio delle vetture: da 36.702 a 77.627, con l'influsso positivo di oltre 53mila Cinquecento elettriche (pari al 70% del volume). Anche Maserati Ghibli, Levante e Quattroporte hanno superato i volumi 2019 e 2020: 16.228 rispetto a 11.018 e il precedente 12.210. "Sono crescite, un'inversione di tendenza, ma si tratta comunque della metà dei volumi prodotti nel 2017 e il segno più è dovuto ai numeri molto bassi dell'ultimo biennio".
Viste in percentuale, la crescita del Polo Torinese sul 2020 è del 110,5% e addirittura del 304,3% sul 2019. Ma il punto di partenza era piuttosto basso.

"Ma ciò che preoccupa davvero è la penuria di semiconduttori, che interesserà il settore per tutto il 2022". Sul fronte investimenti, "il piano Stellantis si sta sviluppando secondo le attese - dice Uliano -: le Gran Turismo e Gran Cabrio saranno prodotte nel Polo Torinese a partire dal 2022, con uno slittamento rispetto al piano iniziale per ammortizzare il problema delle forniture". 

Per il futuro, a partire dal 2024 si conferma l'avvio della futura piattaforma elettrica folgore di Maserati - ormai trasferita da Grugliasco a Mirafiori - con partenza produttiva nel secondo semestre delle nuove Gran Turismo e Gran Cabrio, a cui si aggiungerà dal 2024 la sostituzione dei modelli berlina E/E (attuale segmento di Ghibli e Quattroporte). Da 10 gennaio, poi, la linea della 500e partirà su due turni, raddoppiando l’attuale produzione, mentre le produzioni di Maserati, comprese quelle di Ghibli e Quattroporte, partiranno il 17 gennaio.
"Ma il timore - dice ancora Uliano - è che senza incentivi per le motorizzazioni sostenibili possa calare la domanda e quindi la produzione proprio di auto come la Cinquecento Elettrica: si stimano cali anche del 50%".

Le richieste al Governo: incentivi e fondo per la transizione

Una situazione complessa, insomma. In cui servono decisioni e prese di posizione chiare per sgombrare (almeno un po') il campo da possibili incertezze. "La richiesta esplicita al Governo è di convocare i vertici Stellantis per avere chiarimenti sul futuro degli stabilimenti Serve un ruolo da protagonista del Governo, facendo pesare l'importanza del nostro Paese - dice Uliano -. Ma anche per quanto riguarda il settore automotive in generale, tra incentivi per la mobilità sostenibile e la creazione di un fondo che accompagni il settore nella transizione, chiediamo risposte".

Impossibile non pensare al Tavolo per l'automotive: "È fondamentale, contro il rischio di oltre 60mila lavoratori di perdere il posto e i 150 milioni assegnati dall'esecutivo a un Fondo specifico è totalmente insufficiente come dotazione".

"Una presenza dello Stato in Stellantis? Meglio pensare che quelle risorse siano investite per permettere lo sviluppo del settore e l'implementazione del piano di investimenti", conclude Uliano.

Massimiliano Sciullo

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