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Cronaca | 15 gennaio 2022, 12:29

Il ricordo del lusernese Paire, “uno dei campioni delle nostre valli”

Aveva ereditato la passione per il sidecarcross da Sebastiano Marcellino

Paire e Bonetto in gara negli anni Ottanta

Paire e Bonetto in gara negli anni Ottanta

La notizia della sua morte ha colpito improvvisamente gli amici, e gli amanti delle gare di sidecarcross, sport di cui era stato campione. Il lusernese Sergio Paire, per gli amici ‘Pairas’, è mancato lunedì 10 gennaio, all’età di 65 anni. Era molto conosciuto anche fuori dal paese per la sua attività di distribuzione bevande, ma ciò per cui era celebre era il suo talento per uno sport che è un ramo del motocross che vede impegnati un pilota e un passeggero, dove la capacità di instaurare rapporti di fiducia e empatia con gli altri è essenziale. E spesso, per lui, i compagni di squadra diventavano grandi amici come è successo con Bruno Bonetto di Frossasco: “È stato il mio pilota nel 1980, in quell’occasione debuttammo nel campionato italiano con un motore a 2 tempi. Fummo i primi nel nostro Paese – ricorda –. Era un Beta 500 montato da Sebastiano Marcellino”.

Con Marcellino, Paire aveva corso come passeggero, e i due nel 1977 avevano conquistato il titolo di campioni italiani di sidecarcross. Particolarmente colpita dalla perdita, la famiglia Marcellino ricorda Paire con le parole Elena, sua ‘figlioccia’, e figlia di Sebastiano, “Era una persona libera nel senso più puro, mai schiavo del politicamente corretto, non si curava delle critiche degli altri”.

Anche Bonetto rimarca le qualità umane del suo pilota: “Il mondo del sidecarcross è un po’ come un circo: siamo tutti amici, ci conosciamo, finché non scendiamo in pista. Lui spiccava perché riusciva a tenere sempre allegra la compagnia”. La vivacità non andava a scapito della serietà con cui prendeva le gare, in uno sport che ha continuato a praticare, anche se a livello amatoriale, negli ultimi anni: “Era meticoloso tanto sul lavoro, quanto nello sport. È stato uno dei campioni delle nostre valli”. “Lui era sempre in sella ricorda Marcellino –. Non ha mai abbandonato la passione che ha ereditato da mio padre”.

Elisa Rollino

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