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Attualità | 02 luglio 2022, 13:32

La vocazione di Matteo Vignola, ‘sacerdote dottore’ lusernese

Domenica ha celebrato per la prima volta messa al Sacro Cuore. Il suo percorso religioso è iniziato durante una missione con i salesiani in Madagascar

L’ordinazione sacerdotale di Matteo Vignola

L’ordinazione sacerdotale di Matteo Vignola

Una vocazione che è nata dal silenzio di una missione in Madagascar, e che per lui non è stata una scelta ma “una risposta al fatto di essere stati scelti”. Matteo Vignola, lusernese di 34 anni, sabato 25 giugno, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale come salesiano nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino e, domenica 26, ha presieduto la sua prima messa nella parrocchia Sacro Cuore di Luserna San Giovanni. “Quel mattino mi sono svegliato con la trepidazione per ciò che stavo per fare ma quando sono entrato in chiesa e ho trovato la mia famiglia, i salesiani e le persone del posto. Allora mi sono sentito a casa” racconta Vignola. Attualmente con la comunità salesiana Valdocco di Torino, Vignola ha svolto i quattro anni di studio teologico a Gerusalemme e nel 2020 a, causa della pandemia, non è potuto rientrare per celebrare la professione religiosa perpetua nella congregazione, che è avvenuta quindi a Betlemme. Ora, dopo l’ordinazione, non sa ancora dove lo porterà la sua vocazione: “Non so in quale comunità salesiana verrò assegnato a settembre, sicuramente non mi avvicinerò a casa perché non ce ne sono a Pinerolo”.

Figlio del sindaco di Bobbio Pellice, Mauro Vignola, e fratello di Marta, consigliere comunale a Luserna San Giovanni, non ha seguito la vocazione di famiglia, ma ne ha intuita una tutta sua, durante gli anni in cui studiava medicina all’università di Torino. “Non potevo trovare la felicità nella medicina, sentivo che ci voleva qualcosa davanti al termine ‘dottore’: avrebbe potuto essere ad esempio ‘papà’ ma per me è stato sacerdote” racconta Vignola. Cruciale il mese di missione con i salesiani in Madagascar: “È stato l’inizio: ho conosciuto il loro modo di vivere, la loro missione – spiega –. In quei giorni c’è stato un sacco di silenzio nella mia vita, una condizione ideale per riuscire a cogliere le domande del cuore”. Nel 2011 quindi la scelta di vivere da studente in comunità salesiana a cui è seguito l’anno di noviziato a Monte Oliveto di Pinerolo. Poi, nel 2014 e 2015 gli studi di filosofia in provincia di Brescia, nel 2016 il tirocinio salesiano con la comunità Valdocco e la laurea in medicina. E, infine, i quattro anni di studio teologico a Gerusalemme. “Ciò che mi ha affascinato dei salesiani è la vita fraterna, in comune. Mi sono sentito al mio posto in questa vita rivela –. Pur nella convinzione che le strade diverse avrebbero potuto essere tantissime”.

Elisa Rollino

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