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Economia e lavoro | 02 ottobre 2022, 11:00

Coldiretti tra soddisfazione e ansia: "Continua il trend positivo degli agriturismi torinesi, ma pesa il caro bollette"

Tante le prenotazioni arrivate per i mesi autunnali, ma preoccupa l'attesa stangata su luce e gas. Barone: "Gli aumenti mettono a rischio il settore"

foto d'archivio

Coldiretti: "Continua il trend positivo degli agriturismi, ma pesa il caro bollette"

È appena terminata l’estate ma non si arresta il boom degli agriturismi in provincia di Torino che, anche per ottobre e novembre, hanno già un buon indice di riempimento delle camere e di prenotazioni per la ristorazione.

I numeri di un comparto fondamentale

Si tratta di settore ricettivo che rappresenta una quota importante del turismo del Torinese con ben 154 strutture, 1.796 posti letto e circa 5.000 coperti. Un settore con oltre un milione 824mila euro di fatturato nel 2021, anno ancora claudicante per l’emergenza covid, ma oltre due milioni 604mila euro di fatturato nel 2019.  

"Gli agriturismi rappresentano una quota importante dell’offerta ricettiva del Torinese con la rete delle strutture di Terranostra particolarmente apprezzata per la cucina ispirata al territorio, le materie prime di grande qualità, la cura nell’ospitalità" conferma Jacopo Barone, presidente di Terranostra Torino, l’associazione provinciale che rappresenta le fattorie agrituristiche di Campagna Amica-Coldiretti

Sono soprattutto gli short break dei weekend a tirare le prenotazioni autunnali con una prevalenza di italiani di provenienza da medio raggio ma con una conferma di significative quote di stranieri. 

"Dopo la pandemia si conferma il trend positivo per la scelta della vacanza in agriturismo - continua Barone - I turisti apprezzano sempre di più il calore dell’ambiente famigliare tipico della ricettività contadina e usano le nostre strutture per conoscere e vivere i territori rurali della provincia di Torino ricchi di bellezze naturali e artistiche". 

Timori per le bollette di luce e gas

Però anche gli agriturismi come il resto dell’intero settore turistico e di quello agricolo devono fare i conti con i rincari dell’energia e delle materie prime. "Oltre all’aumento dell’energia elettrica e del gas dobbiamo fare i conti con altri aumenti che pesano in cucina come, per esempio quello dell’olio di semi: un piatto di porcini fritti vede oggi un aumento del 300% del costo dell’olio di frittura. Un altro aumento significativo è quello della legna e del pellet che molti di noi usano per il riscaldamento"

"I 47 agriturismi di Terranostra – conclude Barone - sono distribuiti in modo capillare tra valli, colline e pianura sono un’ottima soluzione ricettiva apprezzata anche nelle mezze stagioni. La richiesta è che, a livello di territorio metropolitano, si faccia di più per promuovere la destagionalizzazione del turismo e per promuovere i soggiorni in agriturismo"

Il 58% degli italiani sceglie prodotti a chilometro zero

Da un’analisi Coldiretti/Ixè emerge che i turisti cercano sempre più il contatto con il mondo agricolo. Quasi sei italiani su dieci (58%) in vacanza in Italia al mare, in montagna o nel verde scelgono di visitare frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori, ottimizzare il rapporto prezzo/qualità e portarsi a casa un pezzo di storia della tradizione italiana a tavola.

L’Italia ha conquistato in pochi anni la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con propria insegna del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica. Ma su questo primato ora pesa l'incognita del caro energia.

redazione

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