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Attualità | 05 ottobre 2022, 10:25

Stipendi da 100 euro, l'angoscia delle donne delle pulizie di Intesa Sanpaolo: "Facciamo la fame"

La denuncia della Cgil: "La ditta Idealservice , che gestisce l'appalto per la banca, ha tagliato fino all'80% delle ore: lavoratrici sul lastrico e sedi sporche"

Stipendi da 100 euro, l'angoscia delle donne delle pulizie di Intesa Sanpaolo: "Facciamo la fame"

E' un grido disperato quello che le donne delle pulizie che lavorano nelle sedi di Intesa Sanpaolo rivolgono fuori dalla sede centrale di piazza San Carlo: "Gli stipendi sono miseri, facciamo la fame".

All'origine della loro angoscia, un taglio di circa l'80% delle ore applicato da Idealservice, società che gestisce l'appalto. Le donne delle pulizie, circa un centinaio a Torino e provincia, si ritrovano a lavorare appena 25 minuti al giorno in alcuni casi. Una decina di ore alla settimana. Il risultato? Buste paga irrisorie, di appena 100 euro.

"Così non riusciamo ad andare avanti, facciamo la fame" denunciano le lavoratrici in presidio in piazza San Carlo. Dopo tre mesi di incontri e interlocuzioni con l'azienda Idealservice, che imputava il taglio delle ore alle scorrette comunicazioni sulla metratura delle filiali da parte della committenza, non si è raggiunto alcun accordo a proposito del ripristino dei parametri contrattuali delle lavoratrici.

"Le ore lavorate attualmente non garantiscono la sopravvivenza delle lavoratrici, soprattutto alla luce della crisi legata al caro bollette, nè sono sufficienti a garantire la pulizia e la sanificazione che impiegati e clienti si aspettano nelle filiali o negli sportelli bancomat" spiegano dalla Cgil. Il risultato? Sedi sporche, con gli stessi dipendenti costretti a pulire le loro postazioni o quelle comuni.

"Chiediamo ad Intesa Sanpaolo di farsi carico della situazione per garantire la dignità delle nostre lavoratrici e la sicurezza dei propri lavoratori e dei clienti. Lo scaricabarile tra Idealservice e Intesa Sanpaolo non è più accettabile! Le lavoratrici sono allo stremo e meritano risposte" conclude la Cgil. 

Andrea Parisotto

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