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Economia e lavoro | 25 novembre 2022, 19:00

Black Friday di protesta per i dipendenti di Zara: "Noi non siamo in sconto"

Presidio davanti al negozio di via Roma: i lavoratori di IXT Italia lamentano un abbassamento dei premi nonostante l’azienda sia la terza al mondo del settore per fatturato. Azione anche da parte dei Fridays for Future

i dipendenti Zara in presidio

i dipendenti Zara in presidio

Black Friday ma non siamo in sconto”, questo è lo slogan gridato dalle lavoratrici in sciopero di fronte a Zara in via Roma. I dipendenti del negozio, facente parte del gruppo ITX Italia che comprende anche brand come Stradivarius, Pull&Bear e Bershka, hanno sfruttato la vetrina della giornata di shopping per rivendicare i propri diritti in seguito a un abbassamento dei bonus da parte del datore di lavoro.

L’azienda ha dichiarato un utile del 41% in più dello scorso anno ma abbasserà i bonus per i dipendenti

Le lavoratrici ed i lavoratori del gruppo ITX, supportati dal sindacato Filcams CGIL, hanno contestato la mancata valorizzazione del proprio lavoro e della propria professionalità. L’azienda, infatti, seppure nel 2022 sia stata la terza per fatturato al mondo nel settore, diminuirà i premi previsti. I bonus attuali sono calcolati in base alle vendite effettuate, ma è volontà dell’azienda di trasformarli in premi variabili, diminuendone significativamente il valore. “Una proposta aziendale inaccettabile - ha dichiarato il sindacato - che non considera il contributo fornito dai lavoratori e che si concretizzerà con una scelta unilaterale dell’azienda”. 

I sindacati chiedono l’aumento del premio attuale e l’unificazione del welfare aziendale tra le diverse insegne

Filcams CGIL, Fisascat Cisl e Uitucs Uil hanno chiesto di non modificare il premio attuale ma anzi di aumentarne l’importo. Dopo lo sciopero, i sindacati e i lavoratori aspetteranno la reazione dell’azienda, sperando in un incontro. L’obiettivo è quello di poter negoziare ogni cambiamento, al momento deciso unilateralmente.

Su 60 dipendenti a tempo indeterminato assunti da Zara hanno aderito in 42. Altri scioperi sono stati organizzati indipendentemente da quello di Torino nel resto del territorio nazionale, sfruttando la giornata del Black Friday.

L'iniziativa dei Fridays for Future

Intanto, poco distante, attivisti e attiviste di FFF hanno fatto un flash-mob dentro a Bershka in Via Roma, mostrando le mani insanguinate di "compagnie che sfruttano i lavoratori e il nostro Pianeta per produrre quantità esagerate di vestiti: basti pensare che 11 milioni di capi vengono buttati ogni anno".

In contemporanea, in Piazza Carlo Felice è stato organizzato uno swap party, un mercatino di vestiti usati, per dimostrare che esistono delle alternative a questo modello di consumo.

"L'industria della fast fashion (ovvero i brand di moda veloce come Zara, H&M, OVS) è la seconda industria più inquinante al mondo. Questo perché produce enormi quantità di vestiti consumando quantità enormi di acqua ed energia. Ogni maglia richiede 2.500 litri d'acqua, ogni jeans 7.500. In tutto la fast fashion emette 1,2 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno".

Francesco Capuano

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