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Economia e lavoro | 05 dicembre 2022, 17:32

Crisi settore auto, il Governo convoca le aziende. "Ma perché non ha chiamato noi sindacati?"

Il ministro Urso ha incontrato le imprese. Uliano (Fim): "Bene che il tema sia in agenda, ma speriamo in un incontro in tempi brevi". Marinelli (Fiom): "Passo indietro rispetto al passato"

catena di montaggio

Il ministro Urso ha convocato le aziende del settore automotive, ma non i sindacati

Il Governo Meloni affronta il tema dell'automotive (e della sua crisi). Forse non sarà il primo punto dell'agenda "Di Giorgia", come postato provocatoriamente dalla premier in queste ore sui suoi canali social, ma di certo quella di un'industria tra le più importanti a livello nazionale è una condizione che non passa inosservata negli uffici dell'esecutivo.

In particolare, è stato il titolare del dicastero alle Imprese e i Made in Italy, Adolfo Urso, a incontrare la aziende del settore. Transizione ecologica, innovazione e futuro dei motori a minore impatto sono stati ovviamente tra i dossier più importanti tra quelli sulla scrivania del ministro. 

Ma a far sollevare più di un sopracciglio ai rappresentanti dei lavoratori è stata l'assenza al tavolo, perché non invitati, dei sindacati. "E' positivo che finalmente il nuovo Governo parta e rimetta in agenda la transizione di questo importante settore industriale, ma non comprendiamo le motivazioni per le quali in MIMIT abbia escluso dalla convocazione le organizzazioni sindacali che fin dalla costituzione del tavolo ministeriale hanno partecipato in modo attivo e costruttivo - dicono il segretario generale Fim Cisl, Roberto Benaglia e il segretario nazionale dei metalmeccanici Cisl, responsabile del settore automotive, Ferdinando Uliano -. Confidiamo e ribadiamo la necessità di essere convocati in sede ministeriale in tempi brevi, per discutere degli interventi necessari per accompagnare e rilanciare una delle realtà industriali e economiche più importanti del nostro Paese".

Una posizione condivisa anche dal fronte Fiom, dove il coordinatore nazionale automotive, Simone Marinelli sottolinea come la convocazione di oggi rappresenti un "passo indietro rispetto alla gestione dei tavoli precedenti, che tra l'altro sono stati il frutto proprio delle richieste delle parti sindacali. La trasformazione non si può fare sulla testa dei lavoratori, ascoltando solo le necessità delle imprese".

Massimiliano Sciullo

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