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Sanità | 23 gennaio 2023, 10:38

Nursing Up diffida Città della Salute a limitare l’utilizzo delle pronte disponibilità degli infermieri: "Rispettare i contratti"

Analoghe lettere pronte anche per le altre aziende sanitarie del Piemonte. Il segretario regionale Delli Carri: “Senza un impegno immediato a risolvere il problema, partiranno le denunce”

infermieri - foto d'archivio

Nursing Up diffida Città della Salute a limitare l’utilizzo delle pronte disponibilità degli infermieri

Il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, dopo avere più volte ammonito sull’impellente necessità di provvedere, nelle Aziende Sanitarie del Piemonte, ad una riorganizzazione dei turni per rientrare nei nuovi parametri delle Pronte Disponibilità stabiliti dal nuovo Contratto Nazionale di Lavoro, si è visto costretto ad inviare alla Città della Salute e della Scienza di Torino una diffida ufficiale a rispettare il limite invalicabile delle 7 pronte disponibilità mensili programmabili per ogni dipendente.

Analoghe fiffide verranno inviate nei prossimi giorni a tutte le altre aziende sanitarie piemontesi, che non hanno avviato le riorganizzazioni necessarie dei turni, tranne che all’Asl e all’Aso di Alessandria, uniche realtà ad aver avviato un piano per rientrare nei nuovi stringenti parametri delle pronte disponibilità. Se alle diffide inviate non seguiranno atti immediati di riorganizzazione, concreti e tempestivi, il Nursing Up si vedrà costretto a ricorrere alle vie legali, portando la questione davanti al Giudice del Lavoro, per tutelare la salute dei dipendenti.

Per meglio comprendere la questione bisogna ricordare che le Pronte Disponibilità sono turni di 12 ore nei quali gli infermieri e i professionisti sanitari (come suggerisce il termine) sono in “preallarme”, pronti a intervenire su specifiche necessità. Ebbene, fino a oggi, in tutte le aziende sanitarie del Piemonte, agli operatori vengono fatti fare 10, 15 anche più di 20 turni di pronta disponibilità per ogni mese.

Ciò accade a causa dell’estrema carenza di personale che persiste nella nostra regione, con infermieri e professionisti della sanità che non sono sufficienti a coprire le varie necessità di ogni reparto. Dal primo di gennaio, però, è entrato in vigore il nuovo Contratto nazionale di Lavoro, firmato nei mesi scorsi a Roma, che impone di non superare il numero massimo di 7 pronte disponibilità al mese programmabili per ogni dipendente. Un paletto invalicabile che il Nursing Up ha fatto inserire nel Contratto con il fine specifico di tutelare la salute e la sicurezza di infermieri e professionisti della sanità, i quali oltre al proprio normale turno di servizio devono anche dare questo tipo di disponibilità.

Il nuovo limite, di fatto, ha già messo fuori legge tutte le turnazioni che prevedono il sistematico sforamento del limite delle 7 pronte disponibilità mensili. Se ciò non verrà immediatamente risolto, il ricorso al Giudice del Lavoro sarà inevitabile.

Il Segretario regionale Nursing Up del Piemonte, Claudio Delli Carri, spiega: “La battaglia sull’utilizzo il più possibile limitato alle pronte disponibilità, per tutelare la salute dei dipendenti, infermieri e professionisti della salute, ci vede in prima linea da 25 anni, sin dalla nostra nascita. Nel 2008, quindici anni fa, la questione, dopo diverse nostre richieste di riorganizzare i turni, limitando l’utilizzo improprio delle Pronte Disponibilità, finì davanti all’Ispettorato del Lavoro che decise pensati sanzioni all’azienda sanitaria torinese che non aveva garantito i necessari turni di riposo agli infermieri".

"Oggi – prosegue Delli Carri - la questione si ripropone, sempre con le pronte disponibilità, non solo per l’eventuale violazione del rispetto del riposo giornaliero e settimanale, ma anche per il costante ed eccessivo utilizzo che ne fanno le aziende sanitarie per coprire i turni a causa dell’enorme carenza di personale. Il nuovo contratto di lavoro però, sottolineando che il “servizio di pronta disponibilità va limitato, di norma, ai turni notturni ed ai giorni festivi, garantendo il riposo settimanale’, impone il limite perentorio e invalicabile dei 7 turni di pronta disponibilità al mese per ciascun dipendente. Un limite che noi del Nursing Up abbiamo fortemente voluto, proprio per salvaguardare la salute e la sicurezza dei colleghi, non dimenticando che ognuno di loro ha una vita al di fuori dell’ambito lavorativo. Ora, chiediamo a gran voce, anche con le lettere di diffida, che tale limite venga rispettato”.

“Purtroppo, in Piemonte nessuna azienda sanitaria si è adeguata, tranne nelle aziende sanitarie della provincia di Alessandria – prosegue Delli Carri - Un fatto che desta una grande preoccupazione!!! Nelle aziende sanitarie alessandrine è stato messo in atto un ‘accordo ponte’, che ha una durata specifica e limitata, che permette temporaneamente e in via straordinaria di proporre su base esclusivamente volontaria ai dipendenti lo sforamento delle 7 pronte disponibilità mensili, pagando tali attività dall’ottava in poi come prestazione aggiuntiva. E ciò, solo per il tempo necessario a provvedere ad una riorganizzazione delle turnazioni coerente con i nuovi parametri del contratto".

"Questa soluzione ponte, per talune situazioni di oggettiva difficoltà, deve avvenire esclusivamente su base volontaria del dipendente e per un tempo limitato e certo, per dare alle aziende il tempo di riorganizzarsi. Il Contratto, infatti, va rispettato in modo perentorio. Per questo abbiamo iniziato a inviare le diffide. Anche perché il pagamento delle prestazioni aggiuntive per le pronte disponibilità in più, andrà ancora una volta ad incidere sul tetto di spesa del personale, con un impatto economico significativo. Da ciò si comprende come la grande responsabilità di questa situazione complessa è della Regione che non solo non ha provveduto a dare una vera svolta all’assunzione irrinunciabile di nuovo personale, ma non ha nemmeno individuato fondi specifici e necessari a queste esigenze. E senza il personale necessario le turnazioni continueranno ad essere in emergenza, mettendo in grave difficoltà le aziende sanitarie che non possono più sforare il limite per le pronte disponibilità, senza subire pesanti cause davanti al Giudice del Lavoro".

"La Regione ha il dovere di agire subito per rimediare a questa ormai insopportabile situazione", conclude Delli Carri.

comunicato stampa

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