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Economia e lavoro | 31 marzo 2023, 12:18

Riforma fiscale, i dubbi di Confartigianato Torino: “Ci chiediamo come il Governo riuscirà a trovare le coperture”

Il presidente De Santis: “Se questa riforma si propone di approdare alla flat tax nell’arco di tempo di almeno cinque anni, ci chiediamo dove si possano trovare le risorse per aiutare davvero famiglie e imprese”

dino de santis

Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino

"Le anticipazioni sulla riforma fiscale che il Governo sta mettendo a punto sembrano confermare che siamo sulla strada giusta per una revisione organica e strutturale del nostro sistema tributario che coniuga anche richieste da tempo avanzate da Confartigianato". Lo sottolinea Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino, secondo il quale "il nuovo rapporto fisco-contribuente deve essere senza criminalizzazioni, e deve trovare un'amministrazione fiscale aperta all'ascolto delle ragioni dei contribuenti. Inoltre, va prevista nell'ambito dell'IRPEF un'area di esenzione in misura uguale per tutti i contribuenti e devono essere superati i micro-tributi e semplificato il sistema anche attraverso la progressiva eliminazione dell'IRAP».

La riforma del sistema della tassazione è fondamentale per le imprese, da anni Confartigianato fa azioni di pressing nei confronti del Governo per mettere al centro dell’agenda politica questo annoso problema. Le imprese italiane e in particolare le piccole realtà produttive sono pesantemente colpite dal livello troppo alto di tassazione. Con il 27,9%, forniscono un gettito fiscale ampiamente superiore (in termini percentuali) a quello di nostri diretti competitor (Germania, Francia, Spagna).

“La riforma fiscale deve porsi come obiettivo l’abbassamento della pressione fiscale su famiglie ed imprese-continua De Santis- altro obiettivo primario deve essere la drastica semplificazione del rapporto fra fisco e contribuente (è possibile realizzarla, perché il Fisco possiede già informazioni sui contribuenti, ad esempio con la fatturazione elettronica). A proposito di burocrazia, voglio ricordare che secondo una recente ricerca di Confartigianato, per districarsi tra scadenze e adempimenti al titolare di un'azienda di piccole dimensioni servono 238 ore l'anno, 56 ore in più rispetto alla media dei Paesi Ocse. Giornate di lavoro aggiuntivo che vengono sottratte all’ attività”.

Tra il 2016 e il 2022 il numero delle agevolazioni erariali e locali è aumentato di 130 voci, da 610 a 740. Corrispondentemente, l'entità della perdita di gettito complessiva nel periodo 2017-2023 registra un aumento del 43,9% passando da 87,3 miliardi di minori entrate nel 2017 a 125,6 miliardi di minori entrate nel 2023.

Secondo Confartigianato la riforma deve essere l'occasione per rivedere la tassazione del reddito d'impresa, omogeneizzando il trattamento dei redditi indipendentemente dalla natura giuridica dei soggetti.

“Se da un lato apprezziamo l’approccio metodico con il quale il Governo si sta cimentando con la riforma fiscale-riprende De Santis- dall’altro ci poniamo il problema rispetto alle coperture che la manovra richiede. Se questa riforma si propone di approdare alla flat tax nell’arco di tempo di almeno cinque anni, ci chiediamo dove si possano trovare le risorse”.

“Apprendiamo dai media – conclude De Santis - che il Governo per far quadrare i conti andrebbe ad attingere nel campo delle deduzioni, detrazioni e agevolazioni. Ma andare a toccare le oltre 600 agevolazioni che assorbono ben 156 miliardi di gettiti fiscali andrebbe a scontentare un’ampia platea di soggetti”.

comunicato stampa

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