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Cultura e spettacoli | 22 maggio 2023, 11:50

Guardiani della Galassia 3: con Alessandro Rigotti è torinese la voce di uno dei super cattivi Marvel [INTERVISTA]

Attore e doppiatore, 45 anni, arriva dal capoluogo piemontese la versione italiana dell'Alto Evoluzionario dell'ultima pellicola dell'MCU: "Ora sogno un grande personaggio comico, come Jim Carrey"

Alessandro Rigotti in sala doppiaggio

L'Alto Evoluzionario dell'ultimo capitolo di Guardiani della Galassia è doppiato dal torinese Alessandro Rigotti

Da tre settimane ormai è il film in cima alle classifiche nazionali per numero di spettatori. E' "Guardiani della Galassia" volume 3, ultima pellicola uscita per la Marvel e il cosiddetto "universo" dei vari supereroi di Hollywood.

Tra i protagonisti di questo film, nel nostro Paese, c'è anche molto di torinese: è la voce di un super cattivo, l'Alto Evoluzionario, doppiato dal torinese Alessandro Rigotti. A 45 anni, Alessandro rappresenta uno dei talenti più cristallini della scuola torinese del doppiaggio. La sua carriera d'attore lo porta spesso lontano dalla città della Mole, ma le sue radici sono ancora qui.

Alessandro, lei presta la voce a uno dei "cattivissimi" dell'ultima pellicola dell'MCU. Che emozione prova?
"Ultimamente mi è capitato spesso di prestare la voce a personaggi cattivi, ma spesso erano melliflui e un po' obliqui. Questo invece è un pazzo decisamente più smaccato. Molto lontano da me. Mi ha messo alla prova e ho dovuto trovare una chiave per ricalcare i suoi passi nella maniera più fedele possibile, che è il nostro compito. Non sono mai soddisfatto del tutto del mio lavoro, ma posso dire che il risultato è stato buono. E' stato faticosissimo. Anche perchè per metà delle sue frasi, lui strilla e urla. E' stato duro anche fisicamente".

Come è iniziata la sua avventura nel mondo del doppiaggio?
"Molto da lontano. A 14 anni avevo già deciso di fare il doppiatore, ma prima ho voluto finire liceo e iscrivermi all'università, d'accordo con la mia famiglia. Già durante gli studi universitari ho però iniziato a fare davvero questo lavoro. Nel settembre 2000 ho cominciato a fare la voce di Ok il prezzo il giusto".

Quando ha scelto di "prestare" la sua voce agli altri?
"Sono sempre stato una persona molto timida e apparire sul palco mi dà ansia. Anche solo a parlarne, ancora adesso. Lavorare invece al buio, con tre o quattro colleghi, rifacendo le cose in caso di necessità e curando i particolari mi ha sempre dato una gran pace. La prima volta che l'ho fatto mi sono sentito a casa".

Di chi è stata la sua voce quando si è detto "Ok, questo può diventare il mio lavoro"?
"Forse lo posso dire oggi. Questo è un successo che mi appaga: ho lavorato con grandi professionisti, il personaggio era difficile ed è grande cinema".

Da Torino ha scelto di andare a Roma: è ancora nella Capitale il "cuore" del cinema nostrano?
"Assolutamente sì. A Torino e Milano si fanno soap opera, cartoni, reality. Ma il cinema si fa solo a Roma: qui ci sono i grandi attori, le grandi case produttrici, i progetti del grande cinema".

Quali sono i personaggi cui è più affezionato?
"Le cose più belle che ho fatto sono legate agli attori brillanti e comici, dove credo di rendere di più. Sicuramente c'è stato un cartone animato che mi ha portato alla notorietà, inaspettata, tra i ragazzi: ero Sasuke di Naruto, il suo migliore amico. E i ragazzi mi scrivono ancora adesso, per lui".

Quale è stato il personaggio che ha rappresentato la sfida maggiore?
"Il personaggio comico in generale pone delle sfide, perché devi curare le sfumature. Essere cattivissimo è meno difficile che essere lievemente ironico. Penso al protagonista di Heroes, un genetista indiano: è stato il mio primo personaggio fatto a Roma, per una serie molto attesa. Anche questo è un personaggio cui sono molto legato e che ha rappresentato una tappa importante nella mia carriera".

Che consiglio darebbe a un giovane che volesse intraprendere la sua stessa strada?
"Vediamo cosa farà l'intelligenza artificiale, potrebbe cambiare molte cose nel nostro settore. Ma chi vuole cominciare deve innanzitutto formarsi nel teatro: devi saper recitare, più o meno in qualunque modo. Perché al turno non sai se ti capita un dramma, un cartone animato o un documentario. Devi essere pronto allo schiocco di dita. E poi frequentare corsi di doppiaggio o frequentare le sale, così da apprendere il mestiere come in una bottega artigiana".

Il suo sogno per il futuro? Chi vorrebbe doppiare?
"Il mio sogno è poter essere conosciuto su un personaggio dello stesso livello dell'Alto Evoluzionario, dei Guardiani della Galassia, ma nel mondo comico. Ecco: se mi proponessero un nuovo Jim Carrey sarei felicissimo, è un attore che amo".

Massimiliano Sciullo

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