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Cultura e spettacoli | 29 maggio 2023, 15:44

Jazz is dead! chiude con oltre 8 mila ingressi e dona parte del ricavato ai Circoli Arci dell'Emilia Romagna

Sabato 3 e venerdì 9 giugno le serate conclusive della sesta edizione

Jazz is dead! chiude con oltre 8 mila ingressi e dona parte del ricavato ai Circoli Arci dell'Emilia Romagna

Oltre 8 mila le persone che ogni giorno hanno affollato gli spazi del Jazz os dead! festival.

 

"Siamo innanzitutto un festival che ha guadagnato un buon posto nella scena internazionale.  Siamo poi un appuntamento di comunità che consente ai tanti amanti del genere, persone curiose, artiste e artisti, di incontrarsi a Torino per condividere un'esperienza.  Siamo una scatola magica che contiene generi, musicali e non, li mescola e li risputa uno dietro l'altro come brani di un dj set lungo tre giorni." commentano dal direttivo.

 

Quest'anno il festival ha registrato un 30% di provenienze fuori Piemonte, "immaginare che un evento indiscutibilmente alternativo possa avere una sincera ricaduta turistica ed economica, che porti beneficio alla città che lo ospita è rassicurante. Immaginare che non solo le correnti più di moda generino ricavi, che si può osare senza restare di nicchia ma garantendo inclusione, trasversalità e alimentando la forza turistica del territorio ci porta a immaginare un futuro coraggioso e libero".  


Per fare fronte all'emergenza Emilia Romagna, una parte dei proventi di Jazz is Dead! festival 2023 verranno donati ai Circoli Arci vittime dell'alluvione in Emilia Romagna. "Siamo parte di una comunità allargata e diffusa e, come tali, desideriamo partecipare e condividere. Nel bene e nel male".

 

I concerti conclusivi

Il Jazz is dead! festival chiuderà la sesta edizione con due appuntamenti conclusivi.

Sabato 3 giugno il suono del free jazz americano degli Irreversible Entanglements per le strade della Torino Anni 30 di Vittorio Zumaglino. Produzione originale Jazz is Dead! Festival e Museo Nazionale del Cinema che presentano il concerto della free jazz band Irreversible Entanglements (International Anthem) a far da soundtrack a un’antologia delle immagini, appositamente selezionate per la serata al Cinema Massimo, scattate a Torino - negli anni Trenta-Quaranta - da Vittorio Zumaglino, uno dei più importanti fotografi italiani del Novecento, il cui fondo è conservato dal Museo Nazionale del Cinema. Infinito Planetario di Torino si conferma il luogo ideale per un epilogo stellare come quello con Mabe Fratti previsto venerdì 9 giugno proprio all’interno della cupola del Planetario. La violoncellista guatemalteca, in tour per la presentazione dell’opera Se Ve Desde Aqui, album che segna un altro passo in una straordinaria serie di pubblicazioni della compositrice, firma forse il suo lavoro più rivelatore fino ad oggi, mettendo in mostra un suono sinuoso e teso, unito a una visione del mondo sicura e lucida.

 

Chiara Gallo

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