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Economia e lavoro | 12 settembre 2023, 21:16

Mirafiori, ex fabbrica in disuso ma la riconversione urbanistica è ferma al palo

A confermarlo il sindaco Lo Russo, che ha spiegato come sul sito siano state presentate due istanze di varianti urbanistiche su singole parti “non troppo significative”

Mirafiori

Sul sito presentate due istanze di varianti urbanistiche su singole parti “non troppo significative” (Tratta da Wikipedia)

Dalle sue linee di montaggio sono uscite migliaia di automobili, che hanno segnato la motorizzazione di massa degli italiani. La Fiat 500, la 600, l'850 , la Panda e la Uno solo per citare i modelli più celebri. Ma oggi Mirafiori è, per la maggioranza della sua estensione di 3 milioni di mq, una fabbrica vuota. E prospettive di cambiamenti imminenti non ve ne sono. 

Riconversione urbanistica ferma al palo

A confermarlo il sindaco Stefano Lo Russo, intervenendo oggi in commissione per fare il punto su Stellantis. Per quanto riguarda le aree in disuso al momento sono state depositate in Comune due istanze di varianti urbanistiche su singole parti che il sindaco ha definito “non troppo significative”, mentre sull’insieme della superficie non risulta nulla agli atti. Tradotto il sito, anche se in maggioranza dismesso, ha ancora una vocazione industriale/manifatturiera. La riconversione urbanistica, al momento, è ferma al palo.

Battery Lab

Lo Russo ha poi ricordato come Torino sia destinata a essere uno dei poli europei della ricerca sulla transizione all’elettrico. Nei giorni scorsi è stato inaugurato il Battery Lab per la sperimentazione delle batterie dei motori elettrici, un centro di testing con 100 ricercatori: la prospettiva è quella di rendere autonomo il Gruppo Stellantis nel campo delle batterie. Nell'ambito del riciclo, Torino è stata individuata come centro di sviluppo di tecnologie per il recupero dei materiali delle batterie elettriche dismesse, grande sfida per il futuro di Mirafiori, dove viene ora prodotta la 500 elettrica.

Per le auto elettriche - 30% di forza lavoro

Tuttavia, come ha sottolineato il primo cittadino, va considerata la questione occupazionale, dato che la realizzazione delle auto elettriche richiede mediamente il 25-30% in meno di manodopera rispetto alle attuali auto endotermiche. Inoltre, gran parte dell’attuale personale andrà in pensione nel giro di 7-8 anni e Stellantis intende incentivare gli esodi, riconvertendo inoltre il personale restante su nuove vocazioni. Le prospettive di nuove assunzioni saranno soggette anche a variabili indipendenti, quali l’andamento delle vendite.

Cinzia Gatti

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