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Economia e lavoro | 01 dicembre 2023, 11:52

Il Governo Meloni impone lo stop alla cessione di Microtecnica ai francesi di Safran. Fiom: "Perché? Non è italiana dal 1983"

L'esecutivo ha esercitato la "Golden Power". I sindacati: "Non è serio e nemmeno prudente fare operazioni del genere lasciando all’oscuro i lavoratori e il sindacato. Peraltro è da decenni proprietà americana".

Sede Collins Microtecnica di Torino

Bloccata la cessione di Microtecnica ai francesi di Safran

Un fulmine a ciel sereno, o quasi. Così è stato accolto dai sindacati (e in particolare dalla Fiom di Torino), la decisione presa per decreto dal governo Meloni di esercitare la cosiddetta “Golden Power” per impedire la cessione di Microtecnica Srl al colosso francese dell’aerospazio Safran. "Una decisione inattesa e della quale non si conoscono le reali conseguenze", fa notare la sigla sindacale metalmeccanica della Cgil.

Un gesto di "difesa", insomma, per una realtà storica torinese fondata nel 1929 ed è un’eccellenza della meccanica per prodotti del settore aeronautico. Nel 1973 ha acquisito il sito di Luserna San Giovanni (valvole motore) e nel 2001 la Magnaghi Aerospace di Brugherio (comandi per aerei ed elicotteri). Oggi conta circa 700 dipendenti e produce per clienti europei e USA, sempre all’apice dell’eccellenza per capacità produttive e progettuali.

In mani straniere dal 1983

"Prima d’ora la Golden Power è stata usata solo in tre casi e per aziende di proprietà italiana. Ma Microtecnica non è più di proprietà italiana dal 1983 - dicono da Fiom, che guarda con diffidenza alla decisione non condivisa con gli addetti ai lavori -. Ceduta al gruppo Hamilton Standard, nel 2011 passa a Goodrich ed infine, nel 2012, a UTC che viene acquistata da Collins Aerospace nel 2018 e, pur mantenendo identità distinte, nel 2019 entra nel perimetro del gruppo Raytheon: tutte società americane".

Oggi Microtecnica e i suoi stabilimenti in Italia sono controllati attraverso una società a responsabilità limitata inglese, la KEENEY HILL e fa parte del ramo Actuation di Collins con stabilimenti in Francia, Inghilterra, USA e Indonesia. "Le trattative per la cessione a Safran sono emerse pubblicamente a gennaio scorso: almeno 11 mesi trascorsi nella totale assenza e disinteresse del governo italiano e delle istituzioni locali che dell’aerospazio si occupano solo per tagliare i nastri alle cerimonie. Nei ripetuti incontri che le rappresentanze sindacali aziendali e il comitato europeo hanno tenuto con l’azienda, non erano finora emerse criticità e non ci risultano interlocuzioni col governo. Stupisce quindi sapere poi dalle agenzie di stampa che il governo ha ritenuto questa cessione incompatibile con l’interesse nazionale e tantopiù che ritenga così di salvaguardare i livelli occupazionali in Italia".

"Se sanno qualcosa in più la dicano"

"Se sanno qualcosa in più è ora che lo dicano chiaramente - concludono da Fiom -. L’utilizzo della Golden Power senza trasparenza determina un’incognita sul futuro degli stabilimenti italiani, che rischiano di restare in mezzo al guado. Prospettive dei programmi di lavoro vecchi e nuovi hanno finora reso Microtecnica un’azienda sana e profittevole, ora cosa accadrà? Non è serio e nemmeno prudente fare operazioni del genere lasciando all’oscuro i lavoratori e il sindacato".

 

Massimiliano Sciullo

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