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Economia e lavoro | 15 febbraio 2024, 15:40

Tavares riporta il sereno su Mirafiori: "Ha un futuro in Stellantis, finora pagato il gap di pochi investimenti nell'elettrico"

L'ad del Gruppo è tornato sul futuro dello stabilimento torinese: "Fin qui usato quelli francesi perché più competitivi, ma c'è bisogno anche di Torino per fare un milione di modelli all'anno". Torna il sereno col governo Meloni

Carlos Tavares

Il ceo Tavares riporta il sereno sul futuro di Mirafiori nel mondo Stellantis

"Per raggiungere un milione di auto prodotte in un anno in Italia servono tutte le  fabbriche disponibili. Pomigliano e Mirafiori hanno un futuro". Finalmente torna un po' di sereno su Mirafiori. E a riportarlo, almeno a parole, è proprio Carlos Tavares, ceo di Stellantis, che nelle scorse ore è tornato sul tema degli stabilimenti italiani e sul rapporto con il governo guidato da Giorgia Meloni. Proprio mentre veniva ufficializzato il premio di produzione per i lavoratori del Gruppo.

Il duello verbale di pochi giorni fa

E' di poche settimane fa, infatti, il duello (anche in questo caso verbale) sull'impegno dell'esecutivo a favore dell'auto elettrica e sui rischi per Pomigliano d'arco e proprio lo storico stabilimento di Torino. Ma oggi Tavares ha gettato acqua sul fuoco. "Con il Governo italiano siamo d'accordo sull'obiettivo di portare entro il 2030 la produzione nazionale a 1 milione di unità l'anno, e possiamo farlo perché ne abbiamo la capacità e possiamo contare su una forza lavoro di grande qualità".

Mirafiori in una situazione diversa da Pomigliano

Per quanto uniti da un filo invisibile sul proprio destino, quello campano e quello torinese sono "due impianti in situazioni molto differenti" ha spiegato Tavares. La pianificazione produttiva "a Pomigliano è già pienissima, abbiamo un livello di attività molto forte perché vogliamo molte Panda", cui si aggiunge l'Alfa Tonale "che è un grande successo, ed è esportata anche negli USA come Dodge Hornet". Invece "a Mirafiori la Fiat 500e, che pure è un successo, è vittima della mancanza di incentivi, non solo in Italia ma anche in Germania dove sono stati fermati brutalmente", ricorda l'ad.

Torino ha un problema di competitività

Su Torino, però, insiste anche un problema di competitività. "Siamo onesti - ha detto Tavarese -: se, dopo la fusione da cui è nata Stellantis, per l'elettrificazione dei marchi italiani abbiamo usato le piattaforme di Psa è perché erano competitive, avevamo l'urgenza di ridurre le emissioni e migliorare la redditività delle fabbriche italiane. E comunque non avevamo altre soluzioni. Non abbiamo usato tecnologie 'made in Torino' perché in passato non si è investito sull'elettrificazione"

Ma c'è speranza, per il futuro di Stellantis a Torino: "Stiamo creando un meraviglioso laboratorio per la chimica delle batterie del futuro a Torino e in città abbiamo anche creato il primo hub di Stellantis sull'economia circolare".

Airaudo (Cgil): "Basta promesse"

L'accoglienza per le parole di Tavares, però, non è stata di totale entusiasmo. "Basta annunci e promesse su Mirafiori - ha detto Giorgio Airaudo, segretario generale Cgil Piemonte -. Sono 17 anni che aspettiamo. 3 amministratori delegati: Morchio, Marchionne e Tavares; 3 cambi di società: Fiat, Fca, Stellantis. Gli incentivi ci sono con le tasse degli italiani che le pagano! Soprattutto lavoratori e pensionati. E i modelli aggiuntivi dove sono? Fino ad ora sono sempre diminuiti fino alla sola 500 E. E l'occupazione che cresce quando arriva a Mirafiori ? Sino ad ora dimissioni, licenziamenti incentivati e cig che si pagano i lavoratori. E' ora che Stellantis dica la verità: nuovi prodotti e assunzioni, non promesse.Il governo e le istituzioni pretendano verità per Mirafiori".

Uliano (Fim): "Bene le dichiarazioni, ora scelte precise"

Risposte vengono chieste anche da Fi Cisl. "Sono certamente dichiarazioni positive, ma che necessitano di scelte precise rispetto alla assegnazione di nuovi modelli nei vari plant italiani per raggiungere l’incremento di un terzo delle attuali produzioni", commentano il segretario generale Fim Cisl, Roberto Benaglia e il segretario Nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano. "Su Mirafiori come FIM  da tempo ribadiamo che è indispensabile rafforzare la missione produttiva con un nuovo modello di largo consumo e una strategia più aggressiva sui lanci di Maserati anticipandone la partenza attualmente prevista nel 2028".

Uilm: "Tavares ce lo dimostri coi fatti"

"Se Tavares dice che c'è un futuro per Mirafiori, ce lo dimostri con i fatti e con l'assegnazione di nuovi modelli", dice Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino. "Non possiamo che rallegrarci delle parole di fiducia che l'amministratore delegato ha rivolto oggi ai lavoratori di Mirafiori. Lo stabilimento è centrale per storia, capacità e professionalità dei lavoratori. Siamo fiduciosi che a breve l'azienda ci comunichi quali progetti ha per Torino".

Intanto è convocato per il prossimo martedì 20 febbraio a Palazzo Civico un incontro che vedrà al tavolo la Città di Torino insieme alla Regione Piemonte, la Città Metropolitana, i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL Torino, Unione Industriali, Camera di Commercio, ANFIA, API Torino e i rappresentanti di Stellantis. "Servono scelte precise per rendere attrattivo il nostro territorio, favorire investimenti pubblici e privati e accompagnare le transizioni in atto. Senza una vera strategia di sviluppo si rischiano nuove crisi e il declino irreversibile del nostro settore industriale”, commenta il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco.

Massimiliano Sciullo

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