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Politica | 16 febbraio 2024, 17:03

Torneo di “debate”, 40 studenti si confrontano sulle proteste a favore dell’ambiente

Torneo di “debate”, 40 studenti si confrontano sulle proteste a favore dell’ambiente

Motivare, argomentare, confutare il favore o la contrarietà alle proteste degli ambientalisti che agiscono contro la legge per sensibilizzare la comunità.
Su questo si sono cimentati 40 studenti e studentesse di 10 istituti secondari di secondo grado del Piemonte, che hanno partecipato al torneo di “debate” a Palazzo Lascaris.
I quattro vincitori del liceo classico e linguistico “V. Gioberti” di Torino parteciperanno al viaggio di studio in Normandia organizzato dal Comitato, dove avranno l’occasione di visitare i celebri luoghi dello sbarco alleato durante la seconda guerra mondiale e ricostruire storicamente quei giorni che hanno segnato il destino dell’Europa e del mondo.
L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale nell’ambito della 43° edizione del concorso di Storia Contemporanea.
Nel mondo, soprattutto nelle scuole, nei college e nelle università americani e inglesi, il “debate” è diffuso dalla fine dell’Ottocento ed è organizzato in club di dibattito che si incontrano e si confrontano in competizioni locali e internazionali.
Le regole del “World school debate” prevedono un confronto di opinioni, regolato da modalità specifiche, tra interlocutori che sostengono una tesi a favore e una contro su un tema assegnato. Le regole del “gioco” prevedono che la posizione a favore o contro possa essere anche non condivisa dai debaters, che tuttavia devono essere in grado di portare le argomentazioni adeguate, con regole di tempo e di correttezza, senza pregiudizi e prevaricazioni, nell’ascolto e nel rispetto delle opinioni altrui, dimostrando di possedere flessibilità mentale e apertura.
Il vicepresidente del Consiglio Daniele Valle durante la finale ha ripercorso la storia della nascita del Comitato e, a proposito del torneo, ha sottolineato che “abbiamo voluto organizzare il ‘debate’ per il secondo anno consecutivo perché crediamo che la trasmissione dei valori della democrazia passi anche da iniziative di questo tipo, che sperimentano linguaggi e forme nuove e allargano la partecipazione”.

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