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Politica | 29 marzo 2024, 14:00

Produrre reattori nucleari a Mirafiori? Pichetto: "Potrebbe anche starci". Ma i sindacati dicono "No"

Il ministro: "Entro fine di questo decennio i piccoli reattori: reggono la competizione con le rinnovabili"

Produrre reattori nucleari a Mirafiori? Pichetto: "Potrebbe anche starci". Ma i sindacati dicono "No"

"Il Parlamento italiano, con un atto di indirizzo, ha aperto sul tema del nucleare nel campo della ricerca e sperimentazione: noi non siamo produttori, ma importiamo l'energia nucleare dalla Francia. Tutto questo vuol dire riprendere un discorso sul ruolo dell'Italia nel nucleare di nuova generazione". A dirlo è il Ministro dell'Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a margine del convegno "Nucleare di quarta generazione", che si è svolto questa mattina in Sala Rossa.

I piccoli reattori

"Entro la fine di questo decennio o inizio del prossimo - ha aggiunto Pichetto Fratin - il ragionamento che viene portato avanti va verso i piccoli reattori: sono quelli che danno le maggiori garanzie di praticità e sicurezza, reggendo la competizione anche con le rinnovabili ordinarie".

"Il nucleare dà continuità"

"Il nucleare - ha proseguito l'esponente del governo Meloni - dà continuità: le rinnovabili ordinarie non sono in grado. Questo è un modo per avere un mix di produzione a livello nazionale, all'inizio del prossimo decennio, che può essere importantePer la quarta generazione e per i piccoli reattori le ipotesi sono di fine questo decennio o inizio del prossimo".

Nucleare a Mirafiori

E sulla possibilità di produrre reattori nucleari a Mirafiori, Pichetto ha replicato: "Se Newcleo va avanti potrebbe anche starci''. ''Le stime - ha spiegato - sono di 2 mld circa l'uno per la produzione di piccoli nucleari da 300-400 megawatt e le ricadute occupazionali e di qualificazione professionale significano davvero un passo verso il futuro''. ''Siamo nella fase di sperimentazione e ricerca non ancora di decisione. Stiamo lavorando con l'Universita''', ha poi precisato il ministro ricordando che '' in questo momento è il Brasimone il luogo dove si sta facendo la sperimentazione pratica''.

Grimaldi: "Battuta di Pichetto? Ridicola"

La battuta di Picchetto Fratin sul nucleare a Mirafiori è ridicola ma è una strizzata d’occhio alla lobby dell’atomo", commenta il vicepresidente di alleanza Verdi e Sinistra alla Camera Marco Grimaldi. "Il futuro elettrico dell’automotive in Italia al momento è fermo alla sola 500 elettrica prodotta a Mirafiori: continuare a dare credito alla favola di Tavares sulla centralità dell’Italia per Stellantis è una follia, perché Stellantis sta lavorando alacremente a spegnere ogni macchinario senza passare da licenziamenti collettivi. E senza rinunciare a chiedere incentivi finanziati con denaro pubblico. La storia di Pichetto che vuole portarci l’atomo è ridicola ma svela che anche il Governo sa di non poter contare su Stellantis".

I sindacati: "Si deve ripartire dall'automotive"

I sindacati metalmeccanici torinesi bocciano l'ipotesi di produrre nel sito Stellantis di Mirafiori reattori nucleari di quarta generazione. "Bisogna avere lucidità di pensiero, non si può fare qualunque cosa a Mirafiori. Se si vuole rilanciare la fabbrica bisogna partire dalle proposte dei sindacati metalmeccanici al centro dello sciopero e della manifestazione del 12 aprile con cui chiediamo che vengano assegnate nuove produzioni di city car e avere un piano di assunzioni", osserva Edi Lazzi, segretario generale della Fiom torinese. "Non ci sono altre strade, non servono idee senza alcun fondamento reale. A noi servono cose concrete per salvare davvero la fabbrica" aggiunge Lazzi. "Pichetto s'impegni a sostenere il nostro territorio e la nostra industria. Il tavolo sull'energia va aperto seriamente, quando si aprirà ne parleremo. Per ora mi sembra una boutade", commenta invece Rocco Cutrì, numero uno della Fim torinese. "A Mirafiori costruiamo macchine e vogliamo continuare a fare questo, siamo stufi di sentire stupidaggini. Non sanno più cosa dire", aggiunge Luigi Paone, numero uno della Uilm torinese.

Cinzia Gatti

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