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Attualità | 09 aprile 2024, 13:12

In Città metropolitana il convegno “Le questioni aperte intorno alla casa sociale”

Il vicepresidente di Atc Fabio Tassone: "Consentire ai Comuni di offrire a tutti coloro che ne hanno diritto un'abitazione sicura e confortevole"

In Città metropolitana il convegno “Le questioni aperte intorno alla casa sociale”

In Città metropolitana il convegno “Le questioni aperte intorno alla casa sociale”

Dialogo con i Comuni, investimenti, graduatorie e liste d’attesa: sono alcuni dei punti su cui si è soffermato il vicepresidente dell’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, Fabio Tassone, intervenendo alle conclusioni del convegno “Le questioni aperte intorno alla casa sociale”, ospitato stamane in Città metropolitana di Torino.

Atc lavora quotidianamente – ha spiegato Tassone, ricordando i numeri del patrimonio gestito dall’Agenzia - per consentire ai Comuni di offrire a tutti coloro che ne hanno diritto un'abitazione adeguata, sicura, confortevole. Grazie agli sgravi del Superbonus, alle risorse del Pnrr, ai fondi Cipe e Gescal, recentemente sbloccati dalla Regione, questa amministrazione ha realizzato investimenti straordinari per poco meno di mezzo miliardo di euro. Vorremmo poter fare di più – ha aggiunto il vicepresidente Atc -, ma dobbiamo fare i conti con le risorse e le forze che abbiamo a disposizione”.

In merito alla necessità, emersa nel corso dell’incontro, di maggior dialogo tra l'Agenzia e i Comuni, Tassone ha ricordato gli sportelli decentrati aperti da Atc nei Comuni di Pinerolo, Beinasco, Carmagnola, Ivrea, Cuorgnè, Pianezza, Venaria e Susa, nati con l’intento di favorire lo scambio di informazioni tra i funzionari dell’Agenzia e le amministrazioni comunali, ma, soprattutto, di venire incontro, anche logisticamente, alle richieste degli abitanti delle case popolari, fornendo loro un punto di riferimento sul territorio.

Con la Città di Torino, ha ancora ricordato il vicepresidente Atc, che affida in gestione all’ente circa 6.000 alloggi “è stata recentemente impostata la revisione della convenzione che risaliva una quindicina d'anni fa, che andremo a perfezionare in modo definitivo nei prossimi mesi, e che tra le altre cose prevede l’attivazione di un tavolo di confronto per prevenire situazioni di morosità che sarebbero destinate a sfociare in decadenze complicate da gestire, sia per noi, sia per la Città di Torino, sia soprattutto, per i nuclei famigliari che vivono nelle case”.

Venendo al tema delle assegnazioni gestite dai Comuni, Tassone ha confermato l’esistenza di liste d’attesa ancora molto lunghe: “Occorrerebbe – ha sottolineato - poter contare su un flusso di risorse certe e costanti, in modo da poter programmare interventi ordinati, per assicurare le manutenzioni in tempi ragionevoli. Inoltre, è presente un buon numero di alloggi che, anche se messi nella disponibilità dei Comuni, risultano di difficile assegnazione, perché troppo piccoli, mentre in testa alle graduatorie si trovano i nuclei familiari numerosi”. “In questi casi – ha suggerito Tassone - i Comuni potrebbero ad esempio attivare istruttorie dedicate, per consentire ai nuclei che hanno punteggi più bassi di poter occupare prima queste abitazioni”.

Atc gestisce 27.776 alloggi che comunemente vengono definiti “case popolari”, disciplinate dalla legge regionale 3 del 2010, recentemente modificata dal Consiglio regionale. Atc gestisce sia alloggi di proprietà (17.659 sul totale di 27.776 alloggi popolari), sia alloggi di proprietà di Comuni (10.017) o di altri enti. Per quanto riguarda la Città di Torino, su 17.869 alloggi 17.184 sono propriamente case popolari, il resto è costituito da edilizia agevolata. Dei 17.184 alloggi popolari, 10.977 sono di proprietà Atc, il resto di Comuni (6.171) o altri enti.

Nelle case popolari vivono, complessivamente, 58.860 persone (un comune come Moncalieri ha 56.000 abitanti). Dei 58.860 abitanti delle nostre case popolari 15.800 (circa 1 su 4) ha più di 65 anni; 4.500 sono over 80.

comunicato stampa

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