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Economia e lavoro | 11 aprile 2024, 10:43

Sindacati in piazza Castello: "Fermare la strage sul lavoro. Non se ne può più"

Cgil e Uil in presidio davanti alla Prefettura. Cortese: "Nel 2023 altri 75 morti e già 4 quest'anno". Semeraro: "La.vita di una persona non può valere 20 crediti"

presidio CGIL 11.4.

presidio CGIL 11.4.

"È una strage, non ci sono altri termini per definire quello che sta succedendo, a Torino e in Italia. L'ultima volta, in un cantiere di una partecipata pubblica". Con queste parole la segretaria generale di Cgil Torino, Gabriella Semeraro, ha aperto la giornata di manifestazione, questa mattina in piazza Castello, davanti alla Prefettura. Un presidio programmato dalle 10 alle 12. "Questa città lo sa bene, dopo quel che è successo con Thyssen, ma anche in via Genova e a Brandizzo".

La sicurezza sul lavoro infatti è uno dei temi principali tra quelli che hanno portato in piazza, anche a Torino, Cgil e Uil, coinvolgendo i settori privati. 

A dimostrarlo,  in maniera plastica, una distesa di caschetti gialli disposti sul porfido, ai piedi di Palazzo Madama. "Non è più accettabile mettere a rischio la vita di un lavoratore per fare profitti. Ed è offensivo pensare che la vita di una persona possa valere 20 crediti su una patente a punti".

Ma sotto i riflettori ci finiscono anche la riforma fiscale, accompagnato dalla necessità di un nuovo modello sociale e di fare impresa. "Questo Governo strizza l'occhio a chi evade, con i condoni, mentre a pagare sono sempre pensionati e lavoratori dipendenti. È uno schiaffo in faccia a chi paga le tasse", aggiunge Semeraro. E sul rinnovo dei contratti nazionali, "Chiediamo di dare dignità ai lavoratori, perché i dati ISTAT ci dimostrato che chi lavora è comunque povero".

Sul palco, anche il segretario generale Uil, Gianni Cortese. "Lo scorso anno si sono contati 75 morti sul lavoro, in Piemonte. E siamo a quota 4 da inizio 2024. È una scia infinita, il Governo deve porre misure più incisive e farle rispettare, contrastando gli appalti a cascata". E sulle tasse, "bisogna farla finita con la flat taxi, ma anche sul lavoro non si può costruire un'esistenza sulla precarietà precarietà", conclude Cortese.

Una delegazione è stata ricevuta in Prefettura. "Torino è il Piemonte hanno pagato un tributo enorme alla morte sul lavoro - prosegue Cortese - e le cicatrici ce le portiamo ancora dietro". "Anche nella recente tragedia nel Bolognese piangiamo la morte di un operaio rumeno che si era trasferito a Settimo Torinese con la famiglia e la speranza di una vita migliore. La spirale non si arresta e miete ogni giorno nuove vittime". "E un problema è anche legato ai contratti firmati com sigle non rappresentative: tre morti su quattro hanno contratti con poche tutele e precari". I controlli toccano un'azienda su 5, il 20%. E anche in un quadro così ridotto, nell'80% dei casi si rilevano irregolarità. "Servono più ispettori, più controlli e pene più incisive. Queste non sono morti bianche, ma reati di omicidio sul lavoro".

L’astensione dal lavoro ha raggiunto adesioni massicce in molte aziende del torinese. Nel settore dei metalmeccanici, che domani incroceranno le braccia per lo sciopero unitario di Mirafiori, si sono registrate adesioni altissime alla Sodecia ed alla Leonardo S.p.a. di Caselle - che impiega 3000 dipendenti - (70%) ed alla Thalenia Alenia Space (60%).

Nel settore edilizio, che oggi ha indetto lo sciopero per l’intera giornata, nell’impresa Margaritelli Ferroviaria, tra i 200 dipendenti, il 65% ha scioperato. Nel comparto chimico, nell’azienda Trelleborg, si è raggiunta la percentuale del 90% di astensione al lavoro e nella Isva Vernici, nel corso del primo turno il 100%. Nel settore merci e ferrovieri, invece, si è registrata una media di adesioni pari al 55%, mentre nell’azienda municipalizzata Amiat si è raggiunto il 30%.

Massimiliano Sciullo

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