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Politica | 30 maggio 2024, 15:52

Al Sant'Anna di Torino la 1° stanza degli anti-aborto, Conticelli (Pd): "Si ledono i diritti di scelta delle donne"

"Nel 2023 scese le interruzioni di gravidanza a causa dell'impoverimento del servizio sanitario. La Regione chiude i consultori"

Inaugurata all'ospedale Sant'Anna la stanza dell'ascolto degli anti-aborto

Inaugurata all'ospedale Sant'Anna la stanza dell'ascolto degli anti-aborto

All'ospedale Sant'Anna di Torino la prima stanza degli anti-abortisti. Sono state infatti ufficialmente consegnate questa mattina ai volontari del Movimento per la Vita le chiavi della Stanza dell'ascolto, nata dopo i necessari lavori di ristrutturazione e allestimento.

Lo sportello dalla fine di giugno potrà così iniziare ad offrire supporto concreto e vicinanza alle donne in gravidanza, “contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre alla interruzione della gravidanza”, come fanno sapere dalla Regione. A consegnare simbolicamente le chiavi l'assessore regionale Maurizio Marrone, principale fautore e sostenitore del progetto "Vita Nascente", che consente il rimborso di spese legate alla gravidanza e ai primi anni di vita del bambino. 

Un'iniziativa fortemente attaccata dalla candidata del Pd alle Regionali Nadia Conticelli, che commenta: "Oggi si sancisce di fatto la volontà di ledere il diritto all’autodeterminazione delle donne, tutelato dalla legge 194, ispirata ai principi della nostra Costituzione". Ieri l'esponente dem ha lanciato provocatoriamente una distribuzione di profilattici davanti all'università.

"In questi 5 anni - prosegue Conticelli - la legge sulla contraccezione gratuita per le giovani sotto i 26 anni e sul potenziamento delle figure professionali all’interno dei consultori è rimasta totalmente inevasa. I fondi sono stati distratti su azioni demagogiche, come il fondo vita nascente, che ledono i diritti e la dignità delle donne".

"Nel 2023 - continua la candidata - le interruzioni di gravidanza sono calate non a seguito di reali percorsi di accompagnamento delle donne in difficoltà, ma a causa dell’impoverimento del servizio (non) offerto dalla sanità piemontese. Metà dei consultori sono stati chiusi e i restanti funzionano ad orario ridottissimo, contravvenendo alla legge nazionale che li individua come servizi sanitari a libero accesso e gratuiti".

"La Regione deve investire sui percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità consapevole, sulla tutela della salute riproduttiva delle donne e sulla promozione della genitorialità responsabile. Il diritto all’autodeterminazione delle donne e delle/dei giovani non può essere barattato a fini elettorali" conclude Conticelli.

Pentenero: "Più che aiuto alla genitorialità, è propaganda"

"La consegna delle chiavi della Stanza dell'Ascolto all'interno dell'ospedale Sant'Anna all'associazione Pro Vita, in un periodo di campagna elettorale, dimostra quanto sia propagandistico il provvedimento regionale e poco abbia a che fare con l'attenzione alle donne e alla maternità", dichiara invece la candidata del centrosinistra alla Presidenza della Regione Piemonte per il centrosinistra Gianna Pentenero. "Oltre alle critiche sulla sostanza, possiamo tranquillamente aggiungere anche quelle sulla forma. Così, mentre il presidente Cirio si dichiara laico e strenue difensore della legge 194, la sua maggioranza prosegue con il suo disegno di smantellamento dei consultori e di sostituzione dei professionisti (psicologi, medici e operatori sanitari) con volontari non meglio definiti né preparati, con buona pace anche dall'assessore regionale alla sanità Icardi. La Stanza dell'Ascolto è solo una ulteriore sede del Movimento per la Vita con l'obiettivo di persuadere le donne a non abortire con promesse mendaci. L'abbiamo ripetuto più volte: dobbiamo passare a una vera difesa delle politiche sulla genitorialità, sull'aiuto alle famiglie senza mancette ma con un sistema di tutele serio, diffuso e inclusivo".

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