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Economia e lavoro | 12 giugno 2024, 11:51

Mirafiori, la 500 ibrida non basta. Sindacati uniti davanti al Comune: "Nuovi modelli e un altro produttore"

Auto elettrica, ma anche biocarburanti e nuova Europa sotto i riflettori. L'arcivescovo Repole: "Torino soffre, ora serve orgoglio". Lo Russo: "Assumere giovani. E attenzione ai controdazi cinesi"

Mirafiori, la 500 ibrida non basta. Sindacati uniti davanti al Comune: "Nuovi modelli e un altro produttore"

La 500 ibrida ha impostato Mirafiori sul navigatore, ma non è detto che l'arrivo sia così immediato (fine 2025 se va tutto bene). Ecco perché Torino, soprattutto quella metalmeccanica, si è data (di nuovo) appuntamento in piazza in maniera unitaria per chiedere garanzie per il futuro. A cominciare proprio dalla fabbrica di Stellantis.

Dopo la manifestazione di due mesi fa, con il corteo che da piazza Solferino è partito e si è mosso fino a piazza Castello, oggi le sei sigle sindacali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf si sono ritrovati davanti a Palazzo Civico. Un convegno a cielo aperto (meteo permettendo), dove le nuove tecnologie la fanno da padrone. A cominciare dalla mobilità elettrica. Ma anche guardando all'ibrido, ai biocarburanti e alle scelte geopolitiche della "nuova" Europa.

Repole: "Torino fa fatica, serve orgoglio"

"Apprezzo e appoggio con molta convinzione tutte le iniziative che aiutano a sostenere la ripresa della città - ha fatto arrivare con il suo messaggio l'arcivescovo di Torino, Roberto RepoleTrovo importante che abbiate intitolato la vostra manifestazione all’«orgoglio torinese». Perché è proprio così: oggi ci occorre molto orgoglio – nel senso positivo, di riconoscimento delle nostre capacità - per uscire da una certa sottile rassegnazione della città di fronte al declino industriale. Occorre orgoglio per uscire da un’idea sbagliata e senza prospettive: che la crescita vissuta nel passato da Torino non tornerà mai più".

"Noi non dobbiamo avere dubbi - aggiunge - Torino sta certo facendo fatica, Torino sta certo soffrendo la crisi economica e sociale, ma può tornare a crescere. Può farlo e lo farà, perché tante altre città europee ci sono riuscite", ha concluso Repole.

Dazi, scelte ed Europa

E se la direzione è irreversibile, sempre più forte è la sensazione che si sia a un punto maturo per un approccio che corregga il tiro del Green Deal, anche alla luce delle nuove valutazioni su biocarburanti e altre tecnologie, spostando magari la scadenza del 2035 (al 2050?).

"La scelta sulla 500 ibrida ci rassicura -  commenta il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo - ma è importante anche procedere sull'assunzione di giovani. Ma qui devono arrivare anche altri modelli. Vedremo poi se ci saranno cambiamenti a livello europeo, insieme ai dazi verso la Cina. Gli Usa ha fatto una scelta molto drastica verso i mezzi cinesi e lo stesso sembra essere l'orientamento per la UE e guida Von der Leyen. Questo avrà effetti per la produzione auto, ma anche per eventuali contro-dazi".

Lazzi: "La 500 ibrida non basta, vogliamo anche un nuovo produttore"

"Ribadiamo - dice Edi Lazzi, segretario generale di Fiom Torino -, in continuità con lo sciopero del 12 di aprile, le priorità di nuove produzioni. La 500 ibrida è un risultato ottenuto con le proteste dei lavoratori. Ma serve un modello in più, nuovo. E poi serve una missione definita per ingegneri e impiegati: il loro lavoro viene man mano portato via verso la Francia. E poi servono assunzioni di giovani: tra 7-8 anni Mirafiori si spegne per consunzione, vista l'età media degli operai. Non si può far spegnere Mirafiori per consunzione".

"A Torino auspichiamo un nuovo produttore - aggiunge - basta con la monocommittenza. Va bene cinese, coreano, tedesco. Chiunque voglia scegliere Torino, perché sa che trova terreno fertile e competenze di primo livello".

"Sul secondo produttore sono molto laico - aggiunge ancora il sindaco Lo Russo -ma è chiaro che non arrivano dalla luna, ma più probabilmente dalla Cina, dove c'è un forte sussidio statale. E questo permette di fare dumping commerciale sui prezzi di mercato sull'elettrico. Ecco perché serve una contro-azione a livello italiano o europeo. Altrimenti il consumatore comprerà semplicemente l'auto che costa di meno".

Rinaudo: "Nello stallo, stare vicini ai lavoratori"

"C'è un momento di stallo - sottolinea Sara Rinaudo, segretaria generale di Fismic Torino - e serve gradualità per il raggiungimento degli obiettivi. La 500 ibrida va benissimo, ma non basta. Dobbiamo fare, come oggi, dare informazioni chiare anche per capire come affrontare la transizione. Senza dimenticare che anche un indotto mono-committente è sempre a rischio". "Bisogna fare una mappatura completa, dell'industria e del territorio, per accompagnare le stesse aziende. E per realizzare una rete sociale di protezione. Si parla della vita dei lavoratori, non è uno scherzo".

"Se qualcuno porta lavoro in Italia non possiamo dire di no. Ma vogliamo che ci siano date delle garanzie: dove prende le componenti, che tipo di incentivi prende e come la ricchezza prodotta può rimanere sul territorio, non solo in termini di occupazione", aggiunge Rinaudo.

E Luigi Paone, segretario generale di Uilm Torino, aggiunge: "L'iniziativa di oggi serve per chiedere un'azione comune tra Governo, istituzioni locali e Stellantis per garantire un futuro anche ai 65mila lavoratori torinesi dell'indotto auto. Dal risultato delle elezioni europee emerge un piccolo terremoto, in particolare in Francia e Germania. Vedremo se questo rappresenterà un'opportunità per rendere più sostenibile a livello occupazionale gli effetti della transizione ecologica che riguarda l'automotive".

"Se si spostano le scadenze a livello europeo, si aprono scenari nuovi per i produttori - dice Rocco Cutrì, segretario generale di Fimm Cisl -. Ma bisogna saper interpretare questo nuovo scenario in maniera attiva. Altrimenti rischiamo di diventare marginali. Invece vogliamo rimanere al centro di questo dibattito".

"Il motore termico deve sopravvivere e la modalità è quella della neutralità ecologica - conclude Andrea Tronzano, assessore regionale alle attività economiche - Come centrodestra faremo sentire la nostra voce e la nostra visione a livello europeo, per far capire agli imprenditori e all'indotto come ci si può organizzare". "Le imprese sono attente agli investimenti, ma senza dubbio c'è spazio ancora per ibrido e altre tecnologie: la componentistica sta affrontando la transizione anche attraverso i processi e le tecnologie".

"Dobbiamo difendere il nostro know how e speriamo di metterlo al servizio del territorio e non di aziende estere - dice Ciro Marino, segretario Uglm Torino -. Bisogna fare affidamento a chi c'è già. E attenzione a spostare la data: si rischia solo di spostare il problema. Bisogna sfruttare anche le altre opportunità e non fissarsi solo sull'elettrico che rischia di penalizzare l'aspetto occupazionale".

Giorgio Airaudo, segretario generale Cgil Piemonte, ha sottolineato: “Finalmente Stellantis ha preso atto che con meno di 200.000 vetture Mirafiori non ha senso che resti aperta. Anche se dice che arriveranno 200.000 vetture a fine 2025/ inizio 2026 questo non basta, abbiamo bisogno di un nuovo prodotto, di nuovi produttori. Peraltro non è un segreto che, in base al regime di dazi che metterà o non metterà l'Europa, Stellantis stia puntando a produrre i modelli Leapmotor dei segmenti C e D in Francia. Torino e l'Italia dovrebbero chiedere di ospitare uno di questi segmenti. Bisognerebbe che noi uscissimo da questa sudditanza psicologica, da questa sindrome per cui siamo gli ultimi a cui arrivano nuovi prodotti".

"Torino deve candidarsi a essere quello che è sempre stata, il distretto dell’auto, perché è la componentistica che fa gran parte del prodotto automobile. Bisogna assumere nuovi lavoratori e non lasciare i cinquantenni fino all’ultimo giorno sulle catene di montaggio, con le pensioni allungate ingiustamente, altrimenti l’auto non ha futuro a Torino. Per questo il Presidente della Regione e il Sindaco di Torino devono avere più coraggio e non farsi prendere in giro”, ha concluso Airaudo.

Massimiliano Sciullo

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