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Cronaca | 06 marzo 2026, 12:04

"Eni Killer": scritta comparsa nella notte, i Fridays for future attaccano il colosso fossile in via Garibaldi

Iniziativa degli attivisti per il clima nella notte tra ieri e oggi davanti al negozio Plenitude

Protesta degli ambientalisti contro Eni

Protesta degli ambientalisti contro Eni

Nella notte tra giovedì e venerdì gli attivisti di Fridays For Future hanno dipinto una scritta davanti all'Eni store di via Garibaldi: l'azienda è accusata di essere responsabile della crisi climatica

Di fronte al conflitto dilagante in Medio Oriente e all'impennata dei prezzi del gas, gli attivisti per il clima tornano a sottolineare le criticità di un sistema fondato sui combustibili fossili: "Dipendere dal gas, che non è un'energia di transizione, ci rende ricattabili".

Hanno deciso di realizzare una scritta in giallo davanti allo store Plenitude, controllata di Eni che si occupa di rinnovabili e gas e che Fridays For Future definisce una "gigantesca opera di greenwashing". Gli ambientalisti portano l'attenzione su due grandi iniziative di portata nazionale: Sanremo e le Olimpiadi Milano-Cortina.

"Con questi grandi eventi Eni punta a ripulire la sua immagine pubblica, che è giustamente segnata dal suo core business: l'estrazione e distribuzione di petrolio e gas".

"Eni è la multinazionale energetica italiana che produce più emissioni climalteranti tra le aziende fossili del Paese, superiori a quelle prodotte annualmente dall’intera Italia" affermano gli attivisti.

Secondo i modelli dell’attribution science applicati alle scienze climatiche, che permettono di collegare le emissioni climalteranti ai soggetti che le hanno prodotte, le emissioni cumulative di CO₂ e CH₄ attribuite a ENI nel periodo 1988–2015 corrispondono allo 0,6% delle emissioni industriali globali totali.

In base a queste stime, le attività di ENI hanno contribuito fino a 0,395 ppm all’aumento della concentrazione di CO₂ nell’atmosfera, a un incremento di 0,0037 °C della temperatura media globale.

"Vogliamo sottolineare il nesso che c'è tra crisi climatica e conflitti in corso, spesso mossi dalla ricerca di risorse fossili. Le nostre bollette aumentano mentre intere popolazioni sono sotto le bombe: tutti paghiamo le conseguenze delle scelte del nostro governo, che finanzia aziende come Eni mentre tace sulle violazioni del diritto internazionale".

comunicato stampa

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