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Attualità | 03 aprile 2026, 07:00

Palazzo del Lavoro messo in sicurezza, ma il futuro (tra sogni qatarini) resta un rebus

Addio definitivo al centro commerciale, ma resta l'incertezza. Tra le ipotesi di una maxi sala convegni e i rumors internazionali sulla sceicca Al-Thani, di mezzo c’è il pragmatismo: serve un piano finanziario solido che oggi ancora non c’è

Addio definitivo al centro commerciale, ma resta l'incertezza

Addio definitivo al centro commerciale, ma resta l'incertezza

Chi entra in città ci si imbatte inevitabilmente. Una cattedrale nel deserto, pessimo biglietto da visita per la prima capitale d’Italia, terra di sabauda eleganza, un elemento che plasticamente non si configura con lo scheletro ormai arrugginito del Palazzo del Lavoro. Sulla sua futura destinazione le ipotesi si sono sprecate.

Da un Museo dei Musei, passando per un parcheggio multipiano, o una maxi sala convegni. Di certo non ci sarà un grande centro commerciale. E il nuovo Prg, in fase di definizione, affonda ogni intenzione, comunque ormai abbandonata da tempo.

Il "miraggio" del Qatar

Negli ultimi mesi, il grigiore del ferro ossidato sembrava potesse essere sanato dai bagliori provenienti dal Medio Oriente. Le indiscrezioni su un possibile interessamento della sceicca Al Mayassa bint Hamad Al-Thani, sorella dell’emiro del Qatar e figura centrale del fondo Vision 2030, avevano riacceso le speranze di un recupero monumentale. Si era parlato di un investimento da 500 milioni di euro per trasformare il capolavoro di Pier Luigi Nervi in un polo espositivo di respiro internazionale.

Un’ipotesi che il presidente della Circoscrizione 8, Massimiliano Miano, aveva portato con forza in Consiglio lo scorso 25 settembre, sottolineando come il palazzo rappresenti l’unico vero neo in un quartiere dove, grazie al PNRR, molti altri tasselli sono andati al loro posto. 

Durante una seduta in commissione a Palazzo Civico - dove si è discussa una mozione del consigliere Pietro Abruzzese che ha proposto la realizzazione di una maxi sala convegni (in grado di ospitare almeno 5 mila persone), parallelamente a botteghe, laboratori e un’area destinata al museo dei Musei - Miano ha chiesto conferma se a quelle voci sulla sorella dell'Emiro sia seguita una reale volontà di Cassa Depositi e Prestiti (ora unico proprietario dell’immobile) di dare continuità a un progetto così ambizioso.

La doccia fredda dell’Urbanistica

Ma non è dato sapere. L’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni ha recentemente fatto il punto dopo aver consultato nuovamente CdP. Sebbene esista la conferma ufficiale che la proprietà non intenda più procedere con la realizzazione di un centro commerciale, all'orizzonte non compare ancora un progetto alternativo solido.

Mazzoleni è stato categorico anche sui rumors internazionali, dichiarando di non aver accompagnato nessuno a vedere la struttura e di non essere a conoscenza di trattative concrete con il Qatar. Il problema, secondo l'assessore, non è solo reperire l'investimento iniziale, ma garantire il mantenimento economico di un colosso simile nel lungo periodo. Molte ipotesi vagliate in passato con Urban Lab, per quanto suggestive, si sono scontrate con la mancanza di un piano finanziario sostenibile.

Uno scheletro in attesa di un destino

Ad oggi, gli unici passi avanti riguardano la conservazione della struttura. Cassa Depositi e Prestiti ha completato il rifacimento delle coperture e la messa in sicurezza interna ed esterna, operando a quattro mani con la Soprintendenza. L'immobile è dunque salvo dal degrado strutturale, ma resta una scatola vuota.

Nonostante la procedura urbanistica per il Piano Esecutivo Convenzionato sia tecnicamente pronta e il nuovo Piano Regolatore imporrà destinazioni d'uso coerenti con l'interesse pubblico e storico dell'edificio. Il Palazzo del Lavoro potrebbe accogliere quasi ogni funzione, dalla cultura al terziario, ma come ha ricordato l'assessore, "non possiamo fare i conti senza l’oste": finché non si presenterà un investitore pronto a scommettere sul colosso architettonico di Pier Luigi Nervi, il futuro resterà un rebus irrisolto.

Daniele Caponnetto

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